Tra i numerosi indicatori utilizzati per misurare l’attività del settore delle criptovalute figurano i ricavi on-chain generati dalle blockchain o dai protocolli. Un importo che quest’anno supererà i 20 miliardi di dollari, in un contesto di maturità ampiamente orientato verso le applicazioni decentralizzate.
Ricavi on-chain: oltre 20 miliardi di dollari quest’anno
Stiamo assistendo a una trasformazione storica dell’ecosistema delle criptovalute, verso un modello economico più maturo e meno volatile? La domanda sembra sorgere spontanea, di fronte all’arrivo massiccio della finanza tradizionale in questa equazione digitale in continua evoluzione.
Una constatazione su cui si basa l’ultimo rapporto della società di investimento crypto 1kx, specializzata nella crescita degli ecosistemi, con come principale unità di misura i ricavi generati on-chain – commissioni pagate dagli utenti sui protocolli blockchain – dai diversi attori crypto.
Primo elemento importante: quest’anno tale importo avrebbe dovuto superare i 20 miliardi di dollari per la seconda volta nella storia del settore, con un picco storico raggiunto nel primo semestre a 9,7 miliardi di dollari (+41% su base annua), il più alto mai registrato.

Dal 2020, i ricavi generati on-chain sono aumentati di 10 volte, con un tasso di crescita annuale composto fissato al 60%. Allo stesso tempo, si è verificato un notevole trasferimento, con le blockchain largamente dominanti nel 2021 (56% del totale) che hanno lasciato il posto alle applicazioni finanziarie della DeFi, ora in testa con oltre il 65% del totale del 2025.
Le commissioni on-chain, sebbene rappresentino ancora solo una minoranza dei ricavi del settore, forniscono chiari segnali di adozione e creazione di valore a lungo termine: dall’inizio dell’anno, quasi 400 protocolli hanno registrato oltre 1 milione di dollari di ricavi annuali ricorrenti (ARR) e 20 di essi hanno trasferito oltre 10 milioni di dollari di valore ai propri possessori di token
1kx
La DeFi domina ampiamente
Il rapporto di 1kx mostra una trasformazione in corso dell’ecosistema crypto, che sta passando da una fase di “frenesia speculativa”, caratterizzata da costi molto elevati ma poco sostenibili, a una fase di “maturità” sostenuta da un’infrastruttura più efficiente e da applicazioni decentralizzate (dApp) che sono diventate il principale motore dei ricavi.
Nel primo semestre di quest’anno, i ricavi generati on-chain sono stati distribuiti nei seguenti settori:
- 63% nella DeFi: commissioni di trading DEX e Perps;
- 22% nelle blockchain layer 1: commissioni di transazione e acquisizione MEV;
- 8% per i portafogli crittografici: commissioni di swap;
- 6% per i consumatori: 80% launchpad (Pump.fun: 60%), 8% casinò e 4% creatori e social;
- 1% per DePIN: crescita più significativa del 400% su base annua;
- 1% per il middleware: bridge, strumenti di sviluppo.

Secondo il rapporto di 1kx, l’attuale boom delle stablecoin avrebbe contribuito attivamente all’aumento dei ricavi nel primo semestre di quest’anno. Un aumento associato anche alla forte evoluzione di settori come i DEX perpetui, la tokenizzazione e lo sviluppo accelerato di una finanza decentralizzata alimentata dall’IA (DeFAI).
In questa prospettiva, i ricavi on-chain dovrebbero continuare ad aumentare fino a raggiungere i 32 miliardi di dollari nel 2026. Una dinamica ora sostenuta da casi d’uso effettivi e da un’attività ampiamente orientata verso le applicazioni decentralizzate della DeFi, con una partecipazione istituzionale che dovrebbe consentire di aumentare la distribuzione di valore ai possessori di token.