Da quando, all’inizio del 2024, sono stati approvati gli ETF spot su Bitcoin ed Ethereum sul mercato statunitense, i fondi negoziati in borsa legati alle criptovalute stanno vivendo un momento di grande slancio. Un’adozione che potrebbe accelerare notevolmente nel corso del prossimo anno.
ETF: un buon modo per investire in nuove classi di attività
Il mercato statunitense degli ETF spot sulle criptovalute rimane per il momento molto limitato, anche se la Securities and Exchange Commission (SEC) sembra finalmente decisa a dare il via alle approvazioni in sospeso per una moltitudine di fondi dedicati a criptovalute diverse da Bitcoin ed Ethereum, come la versione Solana BSOL di Bitwise che si è appena affermata come il miglior lancio dell’anno.
Un mercato recentemente analizzato in modo approfondito in un rapporto di Schwab Asset Management, alla luce di un numero sempre crescente di investitori attratti dai vantaggi di questi fondi negoziati in borsa, quali «commissioni ridotte, efficienza fiscale e liquidità».
Sembrerebbe infatti che il 62% degli investitori già attivi sul mercato degli ETF preveda di investire l’intero proprio portafoglio in questo tipo di fondi nei prossimi anni, con una percentuale del 66% più orientata verso gli indici e del 65% verso gli asset.
Una tendenza degna di nota che offre numerose prospettive, poiché «gli ETF non sono più una novità, ma hanno ancora molta strada da fare in termini di notorietà e diffusione», secondo l’amministratore delegato di Schwab Asset Management, David Botset. E perché non con la nuova classe di attività rappresentata dalle criptovalute?

Preferenza per gli ETF attivi o indicizzati in base alla classe di attività
Il mondo degli investimenti sta subendo una rapida trasformazione, mentre gli investitori individuali accedono a nuove classi di attività. Utilizzano gli ETF — ormai più numerosi delle singole azioni negli Stati Uniti — non solo per costruire portafogli a basso costo, ma anche per esplorare un universo di opportunità sempre più vasto.
David Botset
I Millennial preferiscono le criptovalute
Secondo i dati di Schwab Asset Management, il 94% degli investitori attivi sul mercato degli ETF ritiene che questi fondi li aiutino a ridurre i costi del proprio portafoglio. Allo stesso tempo, quasi la metà spiega che ciò consente loro anche di «investire in strategie mirate distinte dal proprio portafoglio a lungo termine» (49%) o di «accedere a nuove classi di attività» (46%).
Ma anche un altro dato appare molto promettente: il 45% degli investitori intervistati afferma di prendere in considerazione un investimento in ETF sulle criptovalute nel corso del prossimo anno. Si tratta della percentuale più alta, subito dopo le azioni statunitensi (52%) e alla pari con il mercato obbligazionario.

Classi di attività in cui gli investitori prevedono di investire
In questo ambito, sono ancora una volta i Millennial a fare da traino, con un interesse sempre più marcato per gli ETF, che registrano il tasso di adozione più rapido. Di conseguenza, risultano in prima linea come gli investitori più inclini ad adottare una strategia di portafoglio al 100% in ETF.
Si registra un forte entusiasmo per quelli che Schwab Asset Management definisce «ETF specializzati», tra cui in particolare gli ETF su criptovalute spot (44%) e gli ETF su singole azioni (43%). Per quanto riguarda le criptovalute, le percentuali scendono al 33% per la Generazione X e a solo l’11% per i baby boomer.
Dati che dimostrano quanto le giovani generazioni si stiano affermando come la principale fonte di domanda di ETF su criptovalute e di prodotti finanziari di nicchia.