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Si profila la fine dello “shutdown” americano? Il mercato delle criptovalute reagisce al rialzo

by Tim

L’amministrazione americana è paralizzata da oltre un mese, in quello che sembra essere lo “shutdown” più lungo della storia degli Stati Uniti. Una situazione che potrebbe finalmente giungere al termine in seguito a un recente accordo tra Democratici e Repubblicani.

Verso una fine imminente dello «shutdown» americano?

Il governo americano è completamente paralizzato dal 1° ottobre, a seguito della mancata intesa tra Democratici e Repubblicani sul disegno di legge di bilancio. Una situazione che lo scorso 5 novembre è entrata nella storia, affermandosi come lo «shutdown» più lungo nella storia del Paese.

Di fatto, oltre 700.000 dipendenti pubblici si ritrovano senza stipendio, mentre le pratiche amministrative in corso o la pubblicazione dei dati economici strategici non sono più garantite. Ciononostante, le prime approvazioni della SEC per gli ETF su criptovalute spot hanno segnato una tappa decisiva alla fine di ottobre.

Nel frattempo, repubblicani e democratici cercano di trovare un terreno d’intesa – anche se provvisorio e ancora fragile – per sbloccare la situazione. Un primo passo ritenuto positivo è stato appena compiuto in questa direzione al Senato, con il raggiungimento di un accordo che garantisce il finanziamento del governo fino a gennaio.

Un progetto che deve tuttavia passare ancora alla Camera dei Rappresentanti prima di arrivare sulla scrivania di Donald Trump per l’approvazione definitiva. Tutte tappe che non sembrano scoraggiare gli scommettitori della piattaforma Polymarket, con una probabilità dell’85% che la questione venga effettivamente risolta entro la fine di questa settimana al più tardi.

Gli scommettitori di Polymarket prevedono con un'85% di probabilità la fine dello shutdown

Gli scommettitori di Polymarket prevedono con un’85% di probabilità la fine dello shutdown

Il mercato delle criptovalute reagisce positivamente

L’annuncio di una possibile risoluzione dello shutdown, anche se provvisoria, sembra ridare un po’ di slancio rialzista al mercato delle criptovalute. Infatti, le prime 10 criptovalute del settore per capitalizzazione di mercato registrano rialzi compresi tra il 2% e oltre l’8% nelle ultime 24 ore, che tuttavia faticano a compensare i cali registrati negli ultimi 7 giorni.

Il Bitcoin registra un rialzo del 4,5% in questo periodo, che gli consente di tornare a posizionarsi sul livello strategico di circa 106.000 dollari. Una resistenza che dovrà superare su un timeframe giornaliero (come minimo) per confermare un effettivo ritorno al di sopra di tale soglia.

Il Bitcoin torna a posizionarsi sul livello dei 106.000 dollari

Il Bitcoin torna a posizionarsi sul livello dei 106.000 dollari

Nel frattempo, Donald Trump ha appena annunciato l’erogazione di un «dividendo di almeno 2.000 dollari a persona (escluse le persone con redditi elevati)» derivante direttamente dal gettito dei dazi aumentati. Un’ottima notizia per gli asset rischiosi, secondo il direttore degli investimenti di Kronos Research, Vincent Liu.

La criptovaluta sale mentre il «dividendo tariffario» proposto da Trump stimola la propensione al rischio. Il miglioramento del contesto macroeconomico, sostenuto dall’ottimismo riguardo a una possibile fine dello shutdown del governo americano, rafforza la dinamica di ripresa.

Vincent Liu

La fine dello shutdown americano potrebbe fornire lo slancio necessario per un ritorno al rialzo del Bitcoin? È possibile, secondo alcuni analisti convinti che il bull run del BTC non sia ancora realmente iniziato.

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