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Donald Trump verserà 2.000 dollari agli americani meno abbienti — Buone notizie per le criptovalute?

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La situazione sembra evolversi verso un’imminente riapertura delle amministrazioni negli Stati Uniti, attualmente paralizzate da uno «shutdown». È l’occasione per Donald Trump di annunciare il versamento di un «dividendo» di 2.000 dollari agli americani con i redditi più modesti.

Donald Trump promette il versamento di un «dividendo» di 2.000 dollari

Il presidente Donald Trump sta attualmente affrontando una crescente ascesa dei Democratici, come dimostra ad esempio la recente e molto mediatizzata elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York. Una situazione complessa in vista delle elezioni di medio termine, previste per il 2026.

Potrebbe essere questa la ragione di un improvviso allentamento della tensione nel conflitto di bilancio che da settimane oppone repubblicani e democratici, all’origine del più lungo «shutdown» della storia degli Stati Uniti? In ogni caso, Donald Trump ha appena annunciato contemporaneamente, sul social network Truth Social, il pagamento programmato di un «dividendo di almeno 2.000 dollari a persona (escluse le persone con redditi elevati)».

Fondi che deriverebbero direttamente dai miliardi di dollari incassati grazie alla politica doganale messa in atto dal presidente degli Stati Uniti, con la promessa di passare poi al rimborso del suo «enorme debito di 37.000 miliardi di dollari», in rapida crescita negli ultimi mesi.

Ora siamo il paese più ricco e più rispettato al mondo, con un’inflazione quasi pari a zero e un mercato azionario a livelli record. I 401(k) sono ai massimi. Stiamo incassando migliaia di miliardi di dollari e presto inizieremo a ripagare il nostro enorme debito di 37.000 miliardi di dollari. (…) Verrà versato a tutti un dividendo di almeno 2.000 dollari a persona (escluse le persone con redditi elevati).

Donald Trump

«Possedete beni, altrimenti farete parte degli emarginati»

Dichiarazioni rapidamente sfumate dal segretario al Tesoro, Scott Bessent, il quale spiega come questo versamento annunciato «potrebbe semplicemente corrispondere alle riduzioni fiscali previste nel programma del presidente: nessuna imposta sulle mance, nessuna imposta sugli straordinari, nessuna imposta sulla previdenza sociale e la deducibilità dei prestiti per l’acquisto di automobili».

Ciononostante, gli analisti mostrano un certo ottimismo di fronte a questa promessa di liquidità. Infatti, gli esperti della Kobeissi Letter ritengono che questi dividendi «potrebbero riguardare oltre l’85% degli adulti statunitensi, con una distribuzione stimata a oltre 400 miliardi di dollari». Il tutto associato alla fine di uno shutdown dal potenziale rialzista evidente, almeno nel breve termine.

Questo contesto dovrebbe contribuire ad aumentare l’interesse degli investitori per gli asset rischiosi, come le criptovalute. Una scelta oculata, secondo gli analisti della Kobeissi Letter, poiché i dividendi versati non consentiranno di compensare gli effetti dell’inflazione nel lungo termine, né tantomeno di risolvere il problema del debito che «dovrebbe rimanere la priorità assoluta».

I dividendi di Donald Trump di fronte al debito americano

I dividendi di Donald Trump di fronte al debito americano

Alla fine, i pagamenti di stimolo finiscono quasi sempre per diventare enormi «tasse involontarie». In altre parole, si paga più volte il valore del proprio assegno di stimolo sotto forma di inflazione. È importante possedere beni patrimoniali, altrimenti si rischia di finire tra gli emarginati.

Kobeissi Letter

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