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L’oro supera i 4.000 dollari: inflazione, crisi o nuova era monetaria?

by Christian

Il prezzo dell’oro ha appena superato la soglia storica dei 4.000 dollari l’oncia, sostenuto da un contesto globale caratterizzato da inflazione, tensioni geopolitiche e crescenti dubbi sul dollaro. Un aumento che solleva una domanda fondamentale: semplice impennata o inizio di un cambiamento monetario?

L’oro batte ancora un record e supera i 27.000 miliardi di dollari di capitalizzazione

Negli ultimi mesi, la situazione geopolitica ed economica mondiale è stata messa sotto pressione. La guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente, le sanzioni economiche e le rivalità sino-americane alimentano una crescente incertezza sui mercati.

Sul piano economico, l’inflazione persistente, la volatilità dei mercati finanziari e un debito mondiale a livelli storici minano la fiducia nelle valute legali, compresi il dollaro e l’euro. Di fronte a questa instabilità sistemica, gli investitori privati e le istituzioni cercano soluzioni per preservare il loro potere d’acquisto e la loro sovranità finanziaria. In questo contesto, l’oro ritrova tutta la sua rilevanza come bene rifugio.

Il prezzo dell’oro è così aumentato del 55% dall’inizio del 2025 e del 22% dal mese di agosto, superando questa notte la soglia simbolica dei 4.000 dollari l’oncia, per una capitalizzazione totale che ora supera i 27.000 miliardi di dollari.

Prezzo dell'oro rispetto al dollaro

Sebbene l’oro abbia registrato una performance notevole nel 2025, la sua dinamica rialzista non è una novità. Dalla fine degli accordi di Bretton Woods nel 1971, che hanno segnato l’abbandono del gold standard, il suo prezzo ha intrapreso una vera e propria corsa al rialzo. Nonostante due fasi di correzione importanti, un calo del 70% tra il 1980 e il 2001 e un altro tra il 2011 e il 2015, l’oro ha registrato un aumento cumulativo di oltre l’11.000% da questa storica rottura con il precedente sistema monetario.

Più recentemente, sono stati lo shutdown del governo federale statunitense e le incertezze che esso ha causato sull’economia a sostenere la crescita dell’oro. Questo shutdown, giunto ormai al settimo giorno, alimenta i timori di una paralisi prolungata delle istituzioni pubbliche.

La Federal Reserve, ad esempio, non è in grado di accedere ad alcuni dati economici essenziali per la conduzione della sua politica monetaria. Un blocco prolungato potrebbe non solo ritardare le sue decisioni, ma anche influenzarle, con conseguenze a cascata sull’intera economia mondiale, ancora molto dipendente dal dollaro. In questo clima di tensioni di bilancio e fragilità monetaria, l’oro si impone più che mai come bene rifugio.

Stiamo assistendo a una svolta monetaria globale a scapito del dollaro

Sebbene il prezzo dell’oro abbia registrato un trend rialzista ininterrotto da oltre 50 anni, la sua performance relativa rispetto alla massa monetaria statunitense (M2) non ha sempre seguito lo stesso andamento.

In altre parole, se aveste semplicemente conservato i dollari dagli anni ’70, il vostro potere d’acquisto sarebbe notevolmente diminuito rispetto all’oro. Al contrario, i detentori di titoli del Tesoro americano, che beneficiano dei tassi di interesse pagati dallo Stato, hanno sovraperformato l’oro tra il 1980 e il 2001. Ma questa dinamica sta cambiando.

Prezzo dell'oro tenendo conto della massa monetaria del dollaro (M2)

Come mostra il grafico sopra, dal 2001 l’oro ha chiaramente sovraperformato il dollaro tenendo conto dell’espansione monetaria. Ciò significa che la capitalizzazione dell’oro, rispetto a quella del dollaro, è in aumento.

Nonostante una fase di correzione dopo il 2011, il prezzo dell’oro corretto per l’inflazione monetaria è balzato del 50% nel 2025 e si appresta a superare il suo precedente massimo.

Se questa tendenza dovesse continuare, potrebbe segnare l’inizio di un cambiamento di paradigma: un indebolimento duraturo del ruolo del dollaro come bene rifugio, a vantaggio dell’oro o addirittura di altre alternative. In questo contesto, detenere titoli di Stato statunitensi diventa potenzialmente meno redditizio che conservare semplicemente oro.

A breve termine, non è da escludere una correzione tecnica, dato il forte rialzo. Tuttavia, l’attuale contesto geopolitico e monetario sembra favorire una transizione verso attività alternative. Ne beneficia l’oro, bene rifugio millenario, ma anche il Bitcoin, la cui crescita recente è spettacolare: rispetto all’oro, +26% negli ultimi 12 mesi e +59% dall’inizio del 2024.

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