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Scommettere sulle guerre: i mercati predittivi stanno esagerando?

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Secondo le previsioni, il settore dei mercati predittivi dovrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2035. Tuttavia, è proprio nei mercati basati sulla guerra e sull’insider trading che Polymarket e Kalshi si distinguono davvero. In questo dossier analizziamo cosa comporta l’ascesa di queste piattaforme, con le preziose spiegazioni di Armand Drouet, membro del team Growth di Kalshi, che ha gentilmente accettato di rispondere alle nostre domande.

I limiti dei mercati predittivi

Piattaforme come Polymarket e Kalshi hanno conosciuto una popolarità fulminea. I loro volumi di scambi cumulativi raggiungono ormai quasi 10 miliardi di dollari solo per il mese di novembre 2025.

Tuttavia, agli esordi, i mercati predittivi occupavano un posto nell’ombra dell’ecosistema finanziario, conosciuti soprattutto dagli investitori in criptovalute e limitati a previsioni su sport e risultati elettorali. Poi la geopolitica e gli eventi legati a guerre e conflitti hanno fatto la loro comparsa su Polymarket, portando questi mercati sotto i riflettori.

Attualmente, gli eventi geopolitici rappresentano tra il 5 e l’8% del volume totale dei mercati predittivi. Dall’inizio del 2026, un contratto su Polymarket relativo a «Attacchi statunitensi contro l’Iran entro…» genera da solo oltre 155 milioni di dollari di volume al momento in cui scriviamo.

L’evoluzione di questo mercato è piuttosto rivelatrice. Infatti, inizialmente i trader stimavano al 35% la probabilità di un intervento militare statunitense in Iran. Questa cifra è aumentata notevolmente, superando il 67% entro la fine di marzo, a seguito del susseguirsi delle diverse tensioni in corso.

Il Wall Street Journal ha inoltre riportato che numerose critiche mettono in guardia contro gli incentivi dannosi che possono derivare dai contratti di previsione legati alla guerra, in particolare se i responsabili delle operazioni militari sono tentati da posizioni speculative su questi mercati.

Un’altra questione di rilievo: il 2 gennaio 2026, poche ore prima del raid delle forze speciali statunitensi che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, un trader anonimo ha incassato 436.000 dollari sulla piattaforma di predizione Polymarket dopo la cattura di quest’ultimo. Diversi analisti hanno accusato Polymarket di essere una piattaforma in cui l’insider trading non solo è consentito, ma anche incoraggiato.

Se Polymarket rimane poco chiara riguardo alle diverse questioni sollevate, non è così per Kalshi, l’altro leader dei mercati predittivi. Infatti, l’azienda offre una sicurezza di livello istituzionale, trasformando una previsione in un vero e proprio asset finanziario protetto per i propri clienti. Intervistato da Cryptoast, Armand Drouet, membro del team Growth di Kalshi, ci spiega quindi che:

Per i nostri utenti, ciò garantisce una rigorosa segregazione degli asset e una compensazione da parte di una camera di compensazione autorizzata, assicurando che ogni dollaro sia protetto dal rischio di fallimento o di pirateria informatica.

A differenza di Polymarket, Kalshi vieta formalmente ai responsabili politici e agli esperti in possesso di informazioni riservate di operare sui mercati legati alle loro funzioni. E per quanto riguarda i contratti legati alle guerre, Armand aggiunge:

Per Tarek e Luana [i cofondatori di Kalshi], Kalshi deve essere un’infrastruttura seria in cui la morte non deve essere oggetto di mercanteggiamento. Questa volontà interna si allinea a un rigoroso obbligo legale: in quanto borsa valori regolamentata negli Stati Uniti, Kalshi è soggetta alle norme della CFTC, che vieta formalmente i contratti legati al terrorismo, all’assassinio o alla guerra, ritenuti contrari all’interesse pubblico.

Il silenzio dell’amministrazione Trump

Oggi si osserva un vuoto normativo riguardo ai mercati di previsione negli Stati Uniti. Dal punto di vista giuridico, è la CFTC (Commodity Futures Trading Commission) a detenere l’autorità per regolamentare questi contratti su eventi. Il Commodity Exchange Act le consente persino di vietare determinati contratti se li ritiene contrari all’interesse pubblico. Nel 2024, la CFTC aveva proprio proposto delle norme restrittive sostenendo che:

Tali speculazioni sono fondamentalmente scandalose e potrebbero potenzialmente aumentare il rischio di attentati terroristici, omicidi o atti di guerra, incentivando finanziariamente un autore a prendere posizione e poi a trarne profitto commettendo egli stesso tale atto odioso.

Tuttavia, tali norme proposte non sono mai entrate in vigore. Dall’insediamento dell’amministrazione Trump, la rotta si è invertita. Nel gennaio 2026, il nuovo presidente della CFTC ha ritirato le proposte restrittive del 2024 volte a vietare i contratti sportivi e politici sui mercati di previsione.

Questo voltafaccia si spiega in particolare con i legami diretti tra l’amministrazione e le piattaforme: Donald Trump Jr siede nel consiglio di amministrazione di Kalshi e Polymarket, oltre ad essere socio di 1789 Capital, un fondo di venture capital che ha investito in Polymarket. Armand Drouet spiega quindi che:

L’attuale posizione della CFTC non è una rinuncia, ma un adeguamento. Se l’amministrazione Trump sta portando una ventata di deregolamentazione, sono soprattutto i successi giudiziari di Kalshi e la necessità di riportare in patria i volumi offshore a dettare questa nuova rotta. Per la CFTC, la sfida non è più quella di vietare, ma di garantire che questi mercati operino con la stessa integrità delle borse tradizionali.

Dodici uomini arrabbiati

Un gruppo di dodici senatori statunitensi ha deciso di fare fronte comune contro il vuoto normativo che circonda i mercati di previsione. L’11 gennaio 2026, la senatrice democratica Catherine Cortez Masto del Nevada ha guidato i suoi colleghi nell’invio di una lettera ufficiale al presidente della CFTC, Michael Selig, esigendo risposte concrete sul piano di lotta contro l’insider trading, la manipolazione e la frode sui mercati predittivi. ​ ​

Secondo la loro lettera, se i contratti dei mercati predittivi che riguardano operazioni militari o altre questioni di sicurezza nazionale vengono manipolati sulla base di informazioni privilegiate, è possibile che avversari stranieri come la Cina o la Russia ne traggano vantaggio:

I contratti su eventi che danno luogo a scommesse su operazioni militari o altre questioni di sicurezza nazionale rischiano di esporre informazioni sensibili ad avversari stranieri.

Armand Drouet spiega che i senatori, spesso spinti dalla lobby dei casinò e delle tribù, stanno tentando di riclassificare i “contratti su eventi” come “giochi d’azzardo” per assoggettarli alle diverse leggi di ciascuno Stato al fine di proteggere i monopoli del gioco d’azzardo; egli precisa inoltre che:

I tribunali federali hanno stabilito che, in quanto DCM (Designated Contract Market), Kalshi rientra nella giurisdizione della CFTC, il che annulla il potere di divieto degli Stati (prevalenza federale). L’amministrazione Trump sostiene la deregolamentazione e il nuovo presidente della CFTC rimanda i senatori alle decisioni dei tribunali.

Secondo Bloomberg, sarebbe imminente anche una riforma dei mercati predittivi. Il nuovo presidente della CFTC, Selig, ha chiesto al proprio team di creare un nuovo quadro normativo chiaro. Sebbene il suo predecessore fosse ostile a questo settore, Selig chiarisce la propria posizione spiegando:

È giunto il momento di stabilire regole chiare e di riaffermare senza ambiguità che la CFTC sostiene l’innovazione legale su questi mercati. Fedele al mio impegno di promuovere un’innovazione responsabile sui mercati delle criptovalute, continuerò a sostenere lo sviluppo responsabile dei mercati dei contratti sugli eventi.

In ogni caso, i mercati predittivi, un tempo semplici curiosità, sono diventati oggi veri e propri strumenti con conseguenze finanziarie considerevoli. La loro estensione ai conflitti geopolitici solleva tuttavia ancora questioni etiche che rimangono oggi senza risposta.

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