Ogni anno, in questo periodo, lo spettro di una sospensione dei bonifici bancari durante il periodo natalizio fa tremare i social network. Una realtà che richiede comunque alcuni chiarimenti e che mette in luce anche l’ineguagliabile disponibilità delle criptovalute e delle altre stablecoin.
Bonifici interbancari sospesi tra il 25 e il 28 dicembre
Il sistema bancario tradizionale assomiglia più a un sistema di blocco che a una vera e propria organizzazione volta a consentire una circolazione fluida e aperta del denaro, ampiamente rafforzata dal determinismo monetario imposto alle popolazioni delle diverse giurisdizioni mondiali con le valute locali.
Infatti, i loro clienti non possono disporre liberamente dei fondi che detengono oltre determinati importi e talvolta devono attendere un intero fine settimana prima di vedere arrivare un bonifico interbancario standard sui loro conti bancari, nel caso in cui un giorno festivo non prolunghi ulteriormente tale scadenza.
Un’ultima situazione che si verifica ogni anno nel periodo natalizio, quando la Federazione bancaria francese annuncia la chiusura dei sistemi di regolamento dei pagamenti, gestiti dalla Banca Centrale Europea (BCE), prevista per il 2025 tra il 25 e il 28 dicembre.
Quattro giorni senza bonifici che non mancheranno di suscitare reazioni in un momento in cui i francesi spendono fortune. Tuttavia, quest’anno sarà molto diverso, poiché da gennaio i bonifici istantanei sono obbligatori e gratuiti in tutte le banche, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Sono interessati solo i bonifici interbancari standard. Infatti, i servizi di bonifico istantaneo, come ad esempio “Wero”, rimangono operativi durante i periodi di chiusura dei sistemi di regolamento. Anche i bonifici interni (pagatore e beneficiario) nella stessa banca funzionano normalmente.
Federazione bancaria francese
Un problema che non riguarda le criptovalute
Ciononostante, l’Europa rimane un’area piuttosto fluida a livello di operazioni bancarie, rispetto ad altri paesi come gli Stati Uniti, dove migliaia di banche devono fare i conti con un’infrastruttura basata su giurisdizioni federali e statali che possono interferire tra loro.
Uno schema che comporta costi elevati, a volte anche diverse decine di dollari, per le operazioni di trasferimento classiche senza dimensione transfrontaliera, con tempi che possono arrivare a 48 ore senza contare i periodi di chiusura.
Tutte queste complessità e attriti lasciano immaginare il potenziale di sviluppo delle stablecoin, disponibili a tutte le ore con costi che non superano qualche decina di centesimi, proprio come il Bitcoin, con il valore aggiunto della decentralizzazione e dell’assenza di censura.
Si capisce meglio perché alcuni attori bancari stiano attualmente cercando di ostacolarne la diffusione, al fine di mantenere il loro controllo su questo settore, mentre un consorzio di 10 banche europee si sta organizzando per lanciare una stablecoin in euro conforme al regolamento MiCA, previsto per l’inizio del 2026.