La redditività dei miner di Bitcoin è sotto pressione, mentre il prezzo del BTC crolla e i costi energetici rimangono elevati. Molti stanno tentando una svolta verso l’IA e l’HPC, ma questa transizione rischiosa potrebbe indebolire l’ecosistema se fallisse o se la bolla tecnologica dovesse scoppiare.
I miner di Bitcoin in difficoltà a causa del calo della redditività e degli investimenti nell’HPC
Mentre il prezzo del Bitcoin registra un calo del 30% dai massimi raggiunti nel mese di ottobre 2026, l’industria del mining di Bitcoin si trova in difficoltà, causando una diminuzione del 15% dell’hashrate della blockchain.
Il calo del prezzo del BTC aumenta la pressione sulla redditività dei miner, che devono scegliere se continuare a minare in perdita, nella speranza di un futuro rimbalzo, oppure spegnere le macchine meno performanti. Secondo le stime, il costo medio di produzione di un Bitcoin supera ormai i 90.000 dollari in alcune regioni del mondo.
Parallelamente, i miner di Bitcoin, sulla scia dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, hanno avviato una migrazione progressiva verso questo nuovo settore, in teoria più redditizio, investendo massicciamente in infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni (HPC).
Tuttavia, secondo la banca KBW, questa riconversione è tutt’altro che facile e comporta ingenti investimenti, oltre a un ritorno sul capitale incerto e una complessità tecnica non trascurabile.

Hashrate di Bitcoin negli ultimi 3 anni
Stretti in una morsa tra i costi energetici, l’indebitamento e una trasformazione del loro modello economico, i miner stanno entrando in una fase di selezione naturale. Solo i più resilienti, quelli che hanno accesso a energia a basso costo o che riescono a compiere con successo la transizione verso l’IA, potrebbero sopravvivere a questo periodo.
Nel breve termine, questa dinamica potrebbe comportare un proseguimento del calo dell’hashrate, rendendo la rete più vulnerabile agli attacchi del 51%. Tuttavia, anche con un calo del 50% dell’hashrate, Bitcoin rimarrebbe una delle reti più sicure al mondo, tornando a un hashrate pari ai livelli del 2024, già considerati molto solidi all’epoca.