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La Russia chiede alle banche di comunicare le transazioni in criptovaluta dei propri clienti

by Patricia

Mentre la Russia si interrogava poco tempo fa sulla possibilità di legalizzare in modo generalizzato il trading di criptovalute, sembra che la sua banca centrale voglia accompagnare questa apertura con una maggiore sorveglianza. In programma: nuovi obblighi di dichiarazione delle operazioni in criptovaluta da parte delle banche.

Autorizzare le criptovalute? A determinate condizioni rigorose

Sembra che l’attuale introduzione di normative specifiche per il mercato delle criptovalute in tutto il mondo sia inevitabilmente accompagnata da una volontà di maggiore sorveglianza dei loro detentori da parte delle autorità di controllo.

Una realtà da tempo accettata dall’Unione Europea, in particolare con l’introduzione – molto problematica dal punto di vista della sicurezza – della direttiva fiscale DAC8 in vigore dall’inizio dell’anno. Anche gli attori americani del settore delle criptovalute ne pagano le conseguenze, di fronte a una legislazione inizialmente favorevole che si rivela molto più problematica del previsto.

Un contesto in cui la Russia ha fatto un ingresso di rilievo alla fine dello scorso anno, a seguito della sua volontà di revocare il divieto nazionale sulle criptovalute. Si tratterebbe infatti di proporre una legalizzazione generalizzata del loro trading, ma non senza aggiungere alcune opzioni di sorveglianza.

Questi fatti sono stati riportati dalle colonne del media russo Bits.media in merito a una richiesta emessa dall’Autorità monetaria russa che implicherebbe una dichiarazione obbligatoria e dettagliata da parte delle banche commerciali per tutte le transazioni dei loro clienti che coinvolgono criptovalute.

Maggiore sorveglianza sulle criptovalute e sui titoli tokenizzati

Concretamente, questa volontà di sorvegliare le operazioni in criptovalute rientra in un approccio più ampio della banca centrale russa volto a raccogliere dalle banche “una serie di informazioni dettagliate su quasi tutte le transazioni monetarie internazionali dei russi”.

Secondo le informazioni disponibili, ciò riguarda in particolare la nazionalità del mittente e del destinatario del trasferimento (per sapere se sono russi o meno), il metodo utilizzato e l’intermediario coinvolto, nonché le commissioni applicate dalla banca.

La Banca centrale russa richiederà relazioni specifiche per separare le transazioni relative all’acquisto e alla vendita di criptovalute, nonché i titoli tokenizzati. Si tratta di attività finanziarie digitali che implicano la tokenizzazione di attività reali: titoli, metalli preziosi e altro.

Bits.media

Questo monitoraggio dei trasferimenti di criptovalute rientra chiaramente nella volontà della banca centrale russa di rivedere le proprie procedure al fine di tenere conto, ma anche di stimare l’importanza di queste innovazioni economiche nella bilancia dei pagamenti nazionale.

Anche le banche stesse dovranno adeguarsi a queste nuove regole, in particolare fornendo tutte le informazioni sui loro investimenti in cripto-attività e sui prestiti concessi a società cripto.

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