Home » La Russia accusa gli Stati Uniti di voler cancellare il proprio debito di 35.000 miliardi di dollari grazie alle stablecoin

La Russia accusa gli Stati Uniti di voler cancellare il proprio debito di 35.000 miliardi di dollari grazie alle stablecoin

by v

Gli Stati Uniti hanno recentemente adottato il GENIUS Act, che offre un quadro normativo chiaro per le stablecoin. Ufficialmente, si tratta di regolamentare questo mercato in forte espansione.
Ma per la Russia, questa iniziativa nasconde una manovra molto più strategica: utilizzare le stablecoin per trasferire e svalutare parte dei 35.000 miliardi di dollari di debito pubblico americano.
Più stablecoin per meno debito

Nel mese di giugno di quest’anno, il governo degli Stati Uniti ha adottato il GENIUS Act, stabilendo per la prima volta un quadro normativo chiaro per le stablecoin indicizzate al dollaro.

Queste criptovalute dovranno essere sostenute da riserve (come titoli di debito pubblico) supervisionate dalle autorità di regolamentazione.

Con questa legge, l’amministrazione Trump ufficializza la sua ambizione di adottare le criptovalute, e in particolare le stablecoin.
Ma dietro questa iniziativa si nasconde una strategia più profonda?

Secondo lui, Washington sta cercando di “riscrivere le regole”:

Gli Stati Uniti stanno ora cercando di riscrivere le regole dei mercati dell’oro e delle criptovalute. Ricordate l’entità del loro debito: 35.000 miliardi di dollari. Questi due settori costituiscono essenzialmente delle alternative al sistema monetario mondiale tradizionale. Le azioni di Washington in questo campo evidenziano chiaramente uno dei suoi obiettivi principali: rispondere con urgenza alla perdita di fiducia nel dollaro.

In sintesi, egli afferma che l’adozione delle stablecoin da parte di Trump non deriva da un vero entusiasmo per le blockchain, ma da una strategia volta a finanziare parte del debito attraverso di esse, per poi svalutarlo gradualmente. L’obiettivo sarebbe quello di facilitarne il rimborso, stimolando al contempo la domanda di titoli di Stato, essenziali per il finanziamento della sua politica. Questo approccio non ha nulla di sorprendente: è in linea con l’espansione fiscale (infinita) dei governi avviata all’inizio degli anni ’70, dopo la fine degli accordi di Bretton Woods.

Il fatto che un consigliere del presidente russo lo esprima pubblicamente illustra tuttavia una crescente sfiducia nei confronti di questi strumenti promossi dai suoi avversari, rafforzando così la ricorrente critica di Mosca contro il dominio del dollaro.

La Russia potrebbe appropriarsi del Bitcoin per competere con le stablecoin ancorate al dollaro?

Di fronte all’ascesa delle stablecoin ancorate al dollaro, ora regolamentate dal GENIUS Act, la Russia e i suoi alleati stanno esplorando diverse alternative per limitare la dipendenza dal dollaro, o addirittura per tentare di sostituirlo in alcune parti del mondo.

La prima è l’emissione di una moneta digitale della banca centrale (CBDC), un rublo digitale che Mosca sta già sperimentando, o addirittura di una stablecoin sostenuta dalla valuta russa. Sebbene ciò potrebbe consentire un migliore controllo monetario, queste soluzioni rimangono fragili di fronte alla sfiducia internazionale nei confronti della gestione russa.

Anche i BRICS stanno valutando una soluzione comune, sfruttando l’influenza combinata di Cina, India, Russia e degli altri membri. Se una tale valuta dovesse emergere, potrebbe competere seriamente con il dollaro, ma un accordo politico ed economico di questo blocco rimane complesso.

Infine, c’è il Bitcoin, una moneta neutrale, rara, globale e resistente alla censura. La Russia lo ha già capito, istituendo quest’anno un quadro normativo chiaro per il mining di BTC, trasformando le sue eccedenze energetiche in una riserva strategica. A lungo termine, il Bitcoin potrebbe affermarsi come lo strumento più solido per liberarsi dalle manipolazioni monetarie e dalle rivalità geopolitiche.

Related Posts

Leave a Comment