Da giovedì sera, Bitcoin (BTC) e il resto del mercato delle criptovalute stanno subendo un calo dei prezzi. Quali sono le possibili spiegazioni di questo crollo?
Il mercato delle criptovalute vede rossoNelle ultime 24 ore, la capitalizzazione totale delle criptovalute è scesa del 7,2%, secondo i dati di CoinGecko, e ora si attesta a poco più di 3.800 miliardi di dollari.
Mentre il calo del Bitcoin (BTC) rimane piuttosto contenuto, dell’ordine del 2,5% in 24 ore, altri asset stanno subendo un calo più duro, come ad esempio XRP, SOL o DOGE:

Per quanto riguarda le liquidazioni sulle piattaforme centralizzate di prodotti derivati, sebbene significative, queste sono comunque limitate a 645 milioni di dollari in 24 ore, con le posizioni lunghe che rappresentano comunque quasi il 93%.
Dopo che il BTC ha registrato la chiusura mensile più importante della sua storia a 115.800 dollari, l’asset è ora scambiato in calo del 6,43% dal suo massimo storico (ATH), dopo aver trascorso diversi giorni in un range:

Per comprendere questo calo, al di là della semplice presa di profitti da parte di alcuni attori del mercato, è necessario, come spesso accade, guardare agli Stati Uniti e al contesto macroeconomico.
Gli Stati Uniti, ancora e sempre
In particolare, Donald Trump ci offre una riedizione di ciò a cui ci aveva abituato durante il suo primo mandato, ovvero i dazi doganali e la sua opposizione alla politica monetaria di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve (Fed).
Su quest’ultimo punto, giovedì sera abbiamo potuto approfondire le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, che ha nuovamente insultato Jerome Powell, il quale non prevede di abbassare i tassi almeno fino a settembre.
Per quanto riguarda i dazi doganali, la Casa Bianca ha infatti ufficializzato un aggiornamento, con la motivazione di riequilibrare la bilancia commerciale del Paese:
Il presidente Trump ha messo in discussione decenni di fallimenti della sua politica commerciale. Il decreto odierno sottolinea la sua determinazione a riconquistare la sovranità economica degli Stati Uniti affrontando le numerose relazioni commerciali non reciproche che incidono sulle relazioni esterne, minacciano la nostra sicurezza economica e nazionale e penalizzano i lavoratori americani.
Mentre questa settimana l’Unione Europea ha, come al solito, chinato il capo, abbiamo visto che i famosi “dazi” sono stati fissati al 15%. Per altri paesi, tuttavia, il conto è più salato. Ad esempio, alla Svizzera è stato imposto un tasso del 39%, al Canada del 35% e all’India del 25%.
A metà aprile, dopo il primo atto di questa guerra commerciale, i mercati finanziari, compreso quello delle criptovalute, erano esplosi al rialzo dopo una fase di ribasso. D’ora in poi, potremo valutare se lo scenario si ripeterà o se l’attuale calo è solo l’inizio di una correzione più profonda.
Un’altra notizia, più discreta, ha raffreddato gli speculatori a breve termine sull’andamento del prezzo del Bitcoin: Strategy frena i suoi acquisti di BTC.
Infatti, la società non prevede più di emettere azioni ordinarie per acquistare Bitcoin se il loro prezzo di borsa è inferiore a 2,5 volte il valore contabile netto dei Bitcoin detenuti (mNAV).
In concreto, ciò significa che finché l’azione MSTR non sarà negoziata al di sopra di tale soglia (stimata intorno ai 500-600 dollari per azione, contro i circa 360 dollari attuali), la società non finanzierà più i propri acquisti di BTC tramite l’emissione di azioni ordinarie