Home » Dichiarazione dei portafogli auto-ospitati, monitoraggio dei social network… i servizi fiscali si organizzano

Dichiarazione dei portafogli auto-ospitati, monitoraggio dei social network… i servizi fiscali si organizzano

by v

Secondo un recente rapporto della Corte dei conti, il controllo fiscale relativo alle criptovalute presenterebbe alcune lacune sul territorio francese. In programma: dichiarazione dei portafogli auto-ospitati e monitoraggio mirato sui social network. Un evidente rischio per la sicurezza di fronte al moltiplicarsi dei rapimenti di attori del settore delle criptovalute.

La Corte dei conti sottolinea le sfide fiscali legate alle criptovalute

La Corte dei conti è la principale istituzione francese incaricata del controllo dei fondi pubblici. In questo contesto, ha appena pubblicato un rapporto datato dicembre sulle correzioni da apportare alle “distorsioni della tassazione del patrimonio”.

Un documento di oltre 200 pagine che include un capitolo dedicato al delicato tema delle criptovalute, e più precisamente alla “sfida dell’individuazione dei beni digitali non dichiarati”. In particolare nel contesto dei profitti realizzati “sotto forma di plusvalenze, remunerazioni e donazioni”.

Plusvalenze che riguardano in gran parte i trentenni, con oltre 4.000 nuclei familiari fiscali citati in questo rapporto. Il problema? Uno scarto presentato come “significativo” tra le stime di Chainalysis sui plusvalori dei possessori di criptovalute francesi nel 2021, stimati in 3,5 miliardi di euro, e i dati della DGFiP che riportano una dichiarazione complessiva di 400 milioni di euro che coinvolge 20.000 contribuenti nello stesso periodo.

Plusvalenze degli asset digitali in base all'età

A seguito di questa constatazione, gli obblighi di dichiarazione dei possessori di criptovalute e dei fornitori di servizi di cripto (PSAN) sono stati progressivamente rafforzati. Tuttavia, secondo alcuni punti di questo rapporto evidenziati da Henri Gauthier sulla rete X, rimangono ancora alcune lacune da colmare.

Alcuni spunti per migliorare il controllo dei loro detentori

Il primo punto sottolineato in questo rapporto riguarda l’entrata in vigore della direttiva “DAC 8” prevista per il 2026. Si tratta di un testo che impone ai PSAN europei di dichiarare alcune informazioni relative alle transazioni effettuate tramite loro alle autorità fiscali dello Stato membro di cui dipendono.

Tuttavia, la Corte dei conti indica che tale requisito “non si applicherà ai PSAN con sede in Francia”. Secondo la Corte, sarebbe quindi necessario porre rimedio a questa situazione allineando gli obblighi dei PSAN francesi in questo settore a quelli dei loro omologhi europei.

La relazione sottolinea inoltre quelli che definisce «punti ciechi» normativi, in particolare a causa della totale mancanza di risposta alle richieste dell’amministrazione fiscale da parte di alcuni PSAN extraeuropei con sede a Singapore o Hong Kong.

Allo stesso tempo, la Corte dei conti indica molto chiaramente la mancanza di mezzi a disposizione dei servizi fiscali francesi per effettuare tali controlli, che sono affidati a “pochi esperti”. E a ragione, poiché “gli asset digitali non costituiscono ancora un vero e proprio asse del controllo fiscale”.

In programma: dichiarazione dei portafogli auto-ospitati e sorveglianza sui social network

La principale raccomandazione contenuta in questa relazione implica l’introduzione di un “obbligo di notifica all’amministrazione fiscale del possesso di portafogli di cripto-attività auto-ospitati a partire da una soglia definita in termini di valore”.

Una procedura che, secondo Henri Gauthier, potrebbe comportare la menzione degli indirizzi interessati nella dichiarazione Cerfa.

Infine, la Corte dei conti indica che la direzione delle indagini fiscali starebbe conducendo “una sperimentazione che le consentirebbe di utilizzare i dati non pubblici provenienti dai social network per individuare le transazioni di asset digitali non dichiarate”.

Una maggiore sorveglianza che pone numerosi problemi, in particolare in termini di sicurezza per i possessori di criptovalute attualmente esposti a un aumento dei rapimenti con richiesta di riscatto. Infatti, i loro dati personali potrebbero finire nelle mani sbagliate, sia a causa di un attacco hacker, sia a causa della complicità di alcuni membri dell’amministrazione, come è avvenuto recentemente.

Related Posts

Leave a Comment