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Crypto Treasuries: Strategy supera il punto di rottura mentre BitMine registra 7 miliardi di perdite

by Patricia

Quando sono state lanciate a centinaia nel corso dell’ultimo anno, le Digital Asset Treasuries avevano un obiettivo: ottenere risultati migliori rispetto al prezzo delle criptovalute che detengono. Un obiettivo (molto) difficile da raggiungere ora che il mercato è in caduta libera, al punto da esporre i leader Strategy e BitMine a perdite latenti significative.

Il Bitcoin scende al di sotto del prezzo medio di acquisto di Strategy

Il 2025 sarà stato chiaramente l’anno dell’adozione istituzionale delle criptovalute, con l’esempio simbolico della moltiplicazione senza precedenti delle società quotate in borsa desiderose di aggiungerle alle loro tesorerie, al fine di accedere al rango molto popolare di Digital Asset Treasury (DAT).

Un modello economico già testato dal 2020 dal leader indiscusso del settore Strategy, ora a capo di un portafoglio composto da 712.647 BTC – circa 54 miliardi di dollari – pari a poco più del 3,5% della sua quantità attualmente disponibile.

Di conseguenza, l’azienda di Michael Saylor si impone come il più grande detentore di Bitcoin al mondo. Una posizione apparentemente solida che tuttavia si scontra con un dettaglio importante: il suo prezzo medio di acquisto fissato esattamente a 76.037 dollari è appena diventato superiore al prezzo del BTC, ora sceso sotto la soglia dei 76.000 dollari.

Ciò destabilizza ulteriormente una società le cui azioni sono già scambiate con uno sconto di oltre il 65% rispetto al suo massimo storico dello scorso luglio e di quasi il 60% nell’ultimo anno, tanto più con un debito convertibile di 8,2 miliardi di dollari iscritto nel suo bilancio.

Ma, a differenza di molti suoi colleghi, Strategy non è una DAT nata dall’ultimo ciclo rialzista delle criptovalute. Una posizione che le consente di vantare una riserva di liquidità in dollari stimata in 2,2 miliardi di dollari, in grado di coprire i suoi obblighi per un periodo stimato in quasi 3 anni.

In questo contesto, il calo del Bitcoin implica essenzialmente che Strategy dovrà rallentare i suoi acquisti compulsivi. Tuttavia, il prezzo del BTC non dovrebbe continuare a scendere o rimanere troppo a lungo al di sotto del suo costo medio di acquisto, con il rischio di vedere le sue azioni precipitare ancora un po’ di più.

BitMine registra 7 miliardi di dollari di perdite latenti

Una situazione altrettanto complicata per il leader delle Ethereum Treasuries, BitMine, ampiamente accentuata dalla politica aggressiva del suo CEO, Tom Lee, che aveva appena effettuato un massiccio acquisto di 40.000 Ether la scorsa settimana, proprio prima che il prezzo dell’ETH crollasse di oltre il 20%.

Risultato: l’azienda registra ora perdite latenti vicine ai 7 miliardi di dollari, con un valore della sua riserva di Ether – circa 4,24 milioni di unità – passato da quasi 14 miliardi di dollari lo scorso ottobre a circa 9 miliardi di dollari al momento della stesura di questo articolo.

BitMine registra una perdita latente di 7 miliardi di dollari

Il titolo BitMine ha registrato un calo di quasi il 10% negli ultimi 5 giorni. E tanto vale dire che la promessa di Tom Lee di realizzare 164 milioni di dollari di ricavi annuali grazie allo staking dei suoi ETH appare come una goccia nell’oceano per risollevare quella che doveva diventare una delle aziende più redditizie degli Stati Uniti.

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