Home » Le società di venture capital hanno investito 4,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre — Un record dal 2022

Le società di venture capital hanno investito 4,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre — Un record dal 2022

by Tim

L’attrattiva di un settore può essere misurata in diversi modi; uno di questi consiste nel calcolare l’ammontare dei fondi investiti dalle società di venture capital. E con i suoi 4,6 miliardi di dollari, il terzo trimestre di quest’anno registra un record senza pari dai successi senza precedenti del 2021/2022.

Le società di venture capital tornano alla ribalta nel terzo trimestre

Lo sviluppo del settore delle criptovalute comporta ingenti investimenti da parte delle società di venture capital (VC), in prima linea nel sostenere i settori più innovativi. Tuttavia, bisogna riconoscere che l’entusiasmo del 2021/2022 ha lasciato il posto a un approccio più misurato nei confronti di questo ecosistema.

Una realtà recentemente analizzata in un rapporto pubblicato dal dipartimento di analisi della società crypto Galaxy Digital, in cui l’attività di queste società di venture capital è descritta come «attiva e nel complesso solida» nel corso dell’ultimo trimestre trascorso.

Infatti, i fondi raccolti dall’inizio del 2025 hanno già superato i totali dei due anni precedenti, con oltre 10 miliardi di dollari raccolti, anche se «il numero di accordi non sembra destinato a superare quello degli anni precedenti».

E a ragione: i 4,6 miliardi di dollari registrati nel terzo trimestre si impongono già come il miglior risultato ottenuto dal terzo trimestre del 2022, proprio prima del drammatico crollo della piattaforma di scambio di criptovalute FTX.

Capitale investito dalle società di venture capital e numero di operazioni

Capitale investito dalle società di venture capital e numero di operazioni

Nel terzo trimestre, le società di venture capital hanno investito 4,65 miliardi di dollari (+290% su base mensile) in startup e aziende private operanti nel settore delle criptovalute e della blockchain, attraverso 415 operazioni (+9% su base mensile).

Investimenti ormai slegati dall’andamento del Bitcoin

Nel corso di questo terzo trimestre, 7 operazioni hanno assorbito da sole la metà dei fondi investiti dalle società di venture capital in aziende specializzate in criptovalute e blockchain, tra cui: Revolut (1 miliardo di dollari), Kraken (500 milioni di dollari), Erebor (250 milioni di dollari), Trésor (146 milioni di dollari), Fnality (135 milioni di dollari), Mesh Connect (130 milioni di dollari) e ZeroHash (104 milioni di dollari).

La ripartizione dei capitali investiti vede le aziende già affermate rappresentare il 57%, mentre il 43% riguarda realtà più giovani. I settori privilegiati? Al primo posto figura la categoria Trading/Exchange/Investing/Lending, mentre Payments/Rewards e Banking registrano aumenti significativi.

Investimenti delle società di venture capital per settori crypto

Investimenti delle società di venture capital per settori crypto

Per quanto riguarda le operazioni di pre-seed — come nel caso del progetto Monad, la cui ICO si è appena conclusa — il loro numero è rimasto stabile da un mese all’altro «e si mantiene solido rispetto ai cicli precedenti». Un dato considerato «come un indicatore per valutare la solidità dell’attività imprenditoriale», mentre le operazioni rivolte a società già affermate «riflettono la crescente maturità del mercato nel suo complesso».

A differenza dei precedenti cicli rialzisti, il capitale investito nelle startup del settore delle criptovalute non è più direttamente correlato al prezzo del Bitcoin. Infatti, il BTC «è aumentato notevolmente da gennaio 2023, mentre l’attività di venture capital ha faticato a tenere il passo», in particolare a fronte di una maggiore concorrenza da parte degli ETF e dei Digital Asset Treasuries (DAT).

Contratti di investimento molto (troppo?) vantaggiosi

Ciononostante, la forte presenza delle società di venture capital nel settore delle criptovalute rimane talvolta controversa, in particolare quando si tratta della distribuzione dei token associati a determinati progetti o delle condizioni favorevoli di cui beneficiano.

Basti pensare al caso del progetto Berachain, al centro di una controversia in seguito alla rivelazione dell’accordo stipulato con la società di investimento Nova Digital. Il motivo: un diritto di rimborso sul suo investimento di 25 milioni di dollari che le consentirebbe di recuperare l’intero importo dei fondi qualora il prezzo del token BERA dovesse scendere.

Allo stesso tempo, la società di venture capital Mercury Fund ha appena citato in giudizio il progetto Plasma a seguito di un errore — evidentemente corretto un po’ troppo tardi — nella stesura della procedura relativa al warrant associato alla distribuzione del token XPL. Una perdita di 278,5 milioni di unità che fa una bella differenza.

Related Posts

Leave a Comment