Il 2025 sembra segnare una svolta per il mercato delle criptovalute, in particolare a causa del massiccio afflusso di investitori istituzionali e di comportamenti più esperti. Il risultato: cicli tradizionali stravolti e investitori privati che si orientano verso le azioni.
Gli investitori istituzionali «sono qui per restare»
Il mercato delle criptovalute si evolve al ritmo dei suoi settori più popolari, ma anche della sua adozione sempre più diffusa. Una realtà in cui il 2025 appare molto chiaramente come l’anno dell’arrivo massiccio e confermato della finanza tradizionale e dei suoi attori istituzionali.
Una constatazione fatta dagli analisti del market maker Wintermute, nell’ambito di un rapporto annuale intitolato: « Come le criptovalute sono uscite dal ciclo tradizionale di quattro anni nel 2025». Infatti, la suddivisione associata agli halving di Bitcoin non sembra più reggere di fronte ad «attori diventati più esperti e disciplinati».
Il trading è passato da un’attività puramente incentrata sul volume a un ambiente di trading più maturo e ponderato. I volumi delle transazioni hanno continuato a crescere, ma l’esecuzione è diventata più intenzionale, con il mercato over-the-counter (OTC) sempre più privilegiato per le sue dimensioni, la sua discrezione e il suo controllo.
Wintermute
Dati che consentono agli analisti di Wintermute di affermare che «gli investitori istituzionali sono qui per restare», con un aumento del 23% della loro presenza sul mercato delle criptovalute tra il 2024 e il 2025, contro solo il 5% per gli investitori privati.

La crescita del numero di partecipanti al mercato dimostra che le istituzioni stanno rafforzando il proprio coinvolgimento
I capitali sono entrati nel mercato delle criptovalute, ma verso quale direzione?
Si osservano «cambiamenti strutturali evidenti» nell’attività OTC, una delle cui conseguenze dirette comporta una concentrazione della liquidità verso Bitcoin ed Ethereum «e alcune grandi capitalizzazioni selezionate», ampiamente sostenuta dal mercato degli ETF e dall’ascesa dei Digital Asset Treasuries (DAT).
Sebbene quest’anno si sia verificato un certo consolidamento verso i token ad alta capitalizzazione da parte dei fondi e degli investitori privati, la crescita dei volumi di trading è stata trainata dagli ETF e dai DAT, che hanno esteso i propri mandati oltre le principali attività.
Wintermute

Gli ETF e i DAT hanno convogliato la liquidità verso Bitcoin ed Ethereum
Una concentrazione chiaramente sfavorevole al mercato delle altcoin, poiché la «rotazione generalizzata» tipica dell’altseason, che solitamente caratterizza i mercati rialzisti, semplicemente «non ha mai avuto luogo». Risultato: impennate speculative molto più brevi – circa 20 giorni in media, contro i quasi 60 giorni del 2024 – e narrazioni rapidamente esaurite.
Difficile non menzionare le memecoin, con «un picco nel primo trimestre dal quale non si sono mai riprese, incapaci di riconquistare i livelli di supporto mentre l’attività di trading si frammentava e si riduceva». Ma si possono citare anche i DEX perpetui o i token legati all’IA, il cui hype è scemato altrettanto rapidamente.
Investitori che si orientano verso le azioni
In questo contesto in piena trasformazione, sembra verificarsi un vero e proprio trasferimento di peso. Infatti, mentre la finanza tradizionale sta entrando con forza nel mercato delle criptovalute, gli investitori privati sembrano da parte loro scegliere di orientarsi verso le azioni tradizionali.
Uno spostamento che riguarda principalmente «i temi dell’IA, della robotica e della quantistica sui mercati azionari, che hanno catturato l’attenzione finora storicamente orientata verso le criptovalute».
Allo stesso tempo, il crollo del 10 ottobre – con i suoi 20 miliardi di dollari di liquidazioni – ha innescato «un ritorno degli investitori privati (tramite i flussi dei broker) verso gli asset principali per la prima volta dalla fine del 2023».
Secondo gli analisti di Wintermute, tre elementi essenziali potrebbero contribuire a modificare l’attuale dinamica:
- Un’esposizione istituzionale estesa oltre gli ETF e i DAT;
- Un rialzo di BTC ed ETH che determini una ridistribuzione verso le altcoin;
- Un ritorno dell’attenzione degli investitori privati dal mercato azionario verso le criptovalute.
In ogni caso, la constatazione sembra inequivocabile: il mercato delle criptovalute sta entrando in una nuova era istituzionale, le cui dinamiche e prospettive restano ancora da definire.