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Vittoria per la DeFi: gli Stati Uniti abrogano una controversa norma fiscale

by Michael

Negli Stati Uniti, gli attori della DeFi hanno ottenuto una vittoria grazie all’abrogazione di una norma fiscale che li riguardava. In cosa consisteva e si può vedere un parallelo con l’Europa?

Gli Stati Uniti fanno marcia indietro su una norma fiscale che era oggetto di dibattito per la DeFi

Venerdì negli Stati Uniti, l’Internal Revenue Service (IRS), l’autorità fiscale locale, ha ufficializzato una decisione che rappresenta una vittoria per la finanza decentralizzata (DeFi).

Infatti, una controversa norma che avrebbe dovuto entrare in vigore all’inizio dell’anno è stata abolita, dopo che la Camera dei Rappresentanti e il Senato hanno fatto marcia indietro a marzo, portando alla firma del presidente Donald Trump lo scorso 10 aprile. In questo caso, la controversa norma fiscale obbligava alcuni protocolli DeFi a trasmettere le informazioni dei propri utenti alle autorità fiscali:

Tale regolamento (26 CFR parte 1), adottato in applicazione dell’articolo 6045 dell’Internal Revenue Code, mirava a obbligare alcuni operatori della finanza decentralizzata (DeFi) a presentare e trasmettere dichiarazioni fiscali in qualità di intermediari. Il testo definitivo precisava che sarebbe entrato in vigore il 28 febbraio 2025.

Negli Stati Uniti, ricordiamo che la fiscalità è diversa da quella francese e che una transazione da una criptovaluta all’altra è considerata un evento imponibile che genera plusvalenze o minusvalenze.

Pertanto, l’abolizione della norma sopra citata chiarisce il quadro normativo oltreoceano, limitando tale obbligo alle piattaforme centralizzate.

E in Europa?

Per quanto riguarda l’Unione Europea, possiamo vedere un certo parallelismo con la direttiva DAC8, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026 e porterà alla trasmissione delle prime relazioni a partire dal 1° gennaio 2027.

Infatti, la DAC8 si rivolge ai Reporting Crypto-Asset Service Providers (RCASP), che dovranno fornire alle autorità fiscali informazioni sui propri clienti, quali coordinate, indirizzi dei wallet e tutte le informazioni identificabili sulle transazioni in criptovaluta.

La sfida in questo caso è definire cosa si intende per RCASP, che ovviamente comprende le piattaforme crittografiche centralizzate, ma anche alcuni protocolli pseudo-decentralizzati se dispongono di un’entità identificabile. Quest’ultimo punto lascia quindi un certo margine di ambiguità, che potrebbe includere molti attori della DeFi.

Va inoltre notato che questa riflessione può essere trasferita al MiCA. Sebbene i suoi testi non si rivolgano agli attori della DeFi, la sfumatura in questo caso è che solo gli attori totalmente decentralizzati sono attualmente esclusi.

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