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Perché il Bitcoin ha perso la sua correlazione con la liquidità globale?

by Tim

Alcuni indicatori finanziari sono storicamente associati all’andamento del Bitcoin, come ad esempio la massa monetaria globale disponibile (M2). Ma allora perché il suo significativo aumento registrato attualmente non comporta un aumento automatico del BTC?

Massa monetaria mondiale (M2) e Bitcoin: una decorrelazione confermata?

La realtà del mercato delle criptovalute sta cambiando, e con essa gli strumenti di misurazione storicamente applicati alla sua analisi per fornire un quadro della situazione e/o previsioni affidabili. Basta vedere, ad esempio, come le performance dell’Ether si siano ampiamente decorrelate da quelle del Bitcoin dall’anno scorso, al punto da non consentire più di anticipare gli aumenti sfalsati dell’ETH.

Una situazione che riguarda anche altri indicatori generalmente abbastanza affidabili, come ad esempio la curva della massa monetaria mondiale disponibile, detta anche M2. Un’unità di misura che consente di stimare la liquidità in circolazione nel sistema finanziario e il suo impatto, finora piuttosto diretto, sul corso del BTC.

Infatti, maggiore è la liquidità mondiale disponibile, più accelerano gli investimenti in attività rischiose come le criptovalute. Tuttavia, la curva di questa massa monetaria registra un aumento significativo, mentre il BTC sta attualmente precipitando sotto il livello degli 85.000 dollari.

Importante decorrelazione tra la massa monetaria mondiale e il corso del Bitcoin

Una constatazione fatta dalla struttura di analisi Finneko, in una pubblicazione sulla rete X che cerca di spiegare questo scarto che può “dare l’impressione di un’anomalia”. Tuttavia, ciò sarebbe del tutto logico “non appena si guarda a ciò che compone realmente questa ‘liquidità globale’ e, soprattutto, da dove proviene l’aumento”.

È qui che si gioca tutto: il Global M2 aumenta, ma la liquidità utile per i mercati (quella degli Stati Uniti e dell’Europa, quella che alimenta gli asset rischiosi, il credito, gli ETF, gli hedge fund) non migliora realmente.

Finneko

Una trappola di liquidità made in China

Secondo gli analisti di Finneko, la situazione attuale si gioca sul fronte cinese. Infatti, una parte molto importante dell’accelerazione registrata dalla liquidità mondiale deriva dal tentativo del governo cinese di stabilizzare il proprio sistema finanziario, afflitto dalla “crisi immobiliare, dai debiti dei governi locali e da un’economia sotto pressione deflazionistica”.

Questa apertura delle valvole monetarie cinesi innesca inevitabilmente un aumento dell’indicatore Global M2, poiché «la Cina da sola rappresenta quasi il 30% della liquidità mondiale». Il problema? Questi capitali apparentemente abbondanti non si diffondono nell’economia reale e ancor meno sul mercato mondiale degli attivi rischiosi.

Il denaro rimane nel circuito bancario, serve a far girare il debito, a ricapitalizzare e a tappare i buchi. Insomma, ci troviamo in una sorta di trappola di liquidità con una dinamica molto meno positiva.

Finneko

Una situazione accentuata dalla politica monetaria restrittiva attuata dagli Stati Uniti. Tanto più che il Bitcoin è storicamente molto più correlato alle realtà del mercato americano (investitori privati e istituzionali, ETF e flussi in dollari) che alle decisioni cinesi in materia.

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