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Bittensor: «Niente mi ha entusiasmato così tanto dai tempi del Bitcoin»

by Michael

Nel settore in piena effervescenza dell’intelligenza artificiale decentralizzata, il progetto Bittensor si impone come uno dei principali attori. Una posizione che si basa su innovazioni continue, ma anche sul prossimo halving della sua criptovaluta TAO. Facciamo il punto della situazione.

«Niente mi ha entusiasmato tanto quanto Bittensor dopo Bitcoin»

Dal suo lancio nel 2021, il progetto Bittensor mira a sviluppare un modello di intelligenza artificiale (IA) basato su un ecosistema aperto e decentralizzato. L’obiettivo? Offrire un’alternativa efficace alle soluzioni fortemente centralizzate messe in atto da giganti come OpenAI o Google.

Una strategia che sta riscuotendo un evidente successo tra i principali attori del settore delle criptovalute, come il fondatore di Digital Currency Group – proprietario di Grayscale – che pochi giorni fa ha annunciato il lancio della società di gestione patrimoniale Yuma Asset Management, dedicata all’ecosistema Bittensor.

Niente mi ha entusiasmato tanto quanto Bittensor dopo Bitcoin. Ho rimesso la mia maglia di imprenditore come CEO di Yuma.

Un entusiasmo fortemente orientato alle istituzioni, secondo Arrash Yasavolian, fondatore della società Taoshi, molto attiva nell’ecosistema Bittensor. Egli ritiene infatti che “altri fondi istituzionali [potrebbero] prepararsi a lanciare iniziative intorno al TAO, il che potrebbe anche alimentare le aspettative e le dinamiche che fanno progredire il mercato”.

Bittensor continua il suo sviluppo

Allo stesso tempo, il progetto Bittensor continua il suo sviluppo con la recente implementazione di una nuova soluzione bridge con blockchain EVM come Ethereum o Base. Un servizio che dovrebbe essere presto esteso alla popolarissima Solana.

Al centro di questo sviluppo c’è il token Virtual TAO (vTAO), basato sul principio del liquid staking.  Una formula molto interessante, poiché consente in particolare di continuare a ricevere ricompense “utilizzando i propri TAO ovunque”.

Parallelamente, la Opentensor Foundation annuncia un nuovo aggiornamento nella gestione delle sue sottoreti, con un sistema di limiti che “significa che quando una nuova sottorete si registra, prenderà il posto della sottorete con le prestazioni più basse”.

Una “minaccia esistenziale” destinata a migliorare la qualità complessiva dei progetti sviluppati su Bittensor, accompagnata da un punto non trascurabile, poiché d’ora in poi “le nuove registrazioni di sottoreti comporteranno un burn invece di un blocco” di TAO.

La criptovaluta TAO si prepara a vivere il suo primo halving

Ma per la fine dell’anno è in programma una fase di più ampia portata, con il primo halving applicato all’emissione della criptovaluta TAO. Una divisione simile a quella implementata per il Bitcoin, con la differenza che è la quantità di TAO in circolazione a determinarne l’attivazione.

In pratica, l’attuale quantità di token emessi quotidianamente – 7.200 TAO – passerà a 3.600 TAO intorno al 10 dicembre prossimo. Resta da vedere se questa riduzione avrà lo stesso effetto sul corso del TAO che ha avuto sul BTC. Ma anche quale impatto avrà sui contributori attivi della rete, che dovranno affrontare un calo significativo dei loro guadagni.

La criptovaluta TAO torna a salire

Nel frattempo, il token TAO ha registrato un aumento significativo negli ultimi giorni, con un picco superiore al 30% che ha appena proiettato il suo prezzo sulla resistenza di circa 450 dollari, mentre il mercato delle criptovalute si stava riprendendo faticosamente dal crollo dello scorso fine settimana.

Tuttavia, nelle ultime 24 ore ha registrato un calo del 13%, stabilizzandosi appena sotto i 400 dollari. Una pausa prima di un ritorno verso i 500 dollari?

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