Sin dal suo lancio, il progetto crypto World Liberty Financial della famiglia Trump ha fatto molto discutere. Una situazione che si è nuovamente accesa con il recente lancio del suo token WLFI, attualmente in calo. L’occasione per realizzare un primo burn massiccio di 47 milioni di unità.
World Liberty Financial cerca di raddrizzare la barra
L’avvicinamento strategico di Donald Trump al settore delle criptovalute ha dato vita al progetto familiare World Liberty Financial, il cui lancio è stato annunciato dai suoi figli già nel mese di agosto 2024. Qual è la sua utilità effettiva? Parliamo piuttosto del suo token WLFI, rapidamente messo in prevendita.
Un’operazione inizialmente faticosa che alla fine troverà degli investitori, al punto da raccogliere un totale di 550 milioni di dollari. Poi è arrivato il momento della seconda fase di questo processo, con un Token Generation Event (TGE) organizzato lo scorso 1° settembre, accompagnato da un’immediata quotazione sulla piattaforma Uniswap.
Un inizio movimentato, con il prezzo del token WLFI in rapida discesa a causa delle vendite massicce dei suoi detentori, alcuni dei quali avevano già moltiplicato per 17 il loro investimento iniziale.

L’occasione per testare la reattività della sua governance, con una prima proposta volta ad attuare una procedura di riacquisto (buyback) dei token WLFI utilizzando le commissioni di liquidità detenute dal protocollo sulle blockchain Ethereum, Solana e BNB Chain. L’obiettivo? Cercare di mantenere il prezzo nonostante il calo in atto, ma non è tutto.
Un burn di 47 milioni di token WLFI
La procedura di riacquisto era solo la prima fase di un’operazione molto più audace. Infatti, i dati disponibili sul sito di monitoraggio on-chain Etherscan della blockchain Ethereum riportano la distruzione (burn) di 47 milioni di token WLFI, avvenuta ormai 18 ore fa.

Secondo i responsabili di World Liberty Financial, questa distruzione dovrebbe consentire di aumentare “la percentuale di proprietà relativa dei detentori impegnati a lungo termine”, mettendo fuori circolazione i token “detenuti dai partecipanti non impegnati nella crescita a lungo termine di WLFI”.
A titolo indicativo, attualmente sono stati sbloccati circa 24,6 miliardi di token WLFI sui 100 miliardi di unità della sua quantità massima disponibile, ovvero una quota leggermente inferiore al 25%. Di conseguenza, il burn realizzato rappresenta una goccia d’acqua dello 0,19% in un oceano di token ancora da venire.
Al momento della stesura di questo articolo, il prezzo del WLFI è ancora inferiore di oltre il 30% al suo massimo storico del 1° settembre, fissato a 0,33 dollari. In altre parole, il burn effettuato non ha avuto l’effetto rialzista previsto, ma forse ha comunque contribuito a contenere il calo stabilizzando il prezzo a 0,23 dollari.