Tether chiude il 2025 con oltre 10 miliardi di dollari di profitti, consolidando la sua posizione di leader nel settore delle stablecoin. La sua influenza va ormai oltre l’ecosistema crypto, con una significativa esposizione ai titoli del Tesoro statunitense che lo colloca tra i maggiori creditori sovrani mondiali.
Tether afferma la sua posizione di leader nel mercato delle stablecoin e sta già evolvendo la sua strategia
Secondo il suo ultimo rapporto trimestrale, Tether conclude il 2025 con cifre vertiginose che attestano la sua posizione di leader nel settore delle stablecoin, superando persino il suo ruolo di azienda crypto.
L’azienda annuncia un utile netto di oltre 10 miliardi di dollari, una performance che la colloca davanti a molte società quotate negli Stati Uniti. Se fosse inclusa nell’indice S&P 500, Tether si collocherebbe intorno al 25° posto. Un risultato tanto più notevole se si considera che impiega solo un centinaio di persone, un organico ridotto rispetto agli altri giganti della classifica.
Tether riferisce inoltre che il numero di utenti dell’USDT ha superato i 530 milioni, mentre la capitalizzazione del token ha raggiunto il record storico di 186 miliardi di dollari.

L’emissione di nuovi USDT segue un andamento quasi esponenziale. Partendo da una capitalizzazione di 137 miliardi di dollari, la stablecoin ha registrato un aumento di quasi 50 miliardi nel 2025, pari a una crescita del 36,5%. La sola seconda metà dell’anno ha visto un aumento di 30 miliardi di USDT.
Per garantire la convertibilità e la stabilità dei suoi token, Tether detiene ora 193 miliardi di dollari di attività in riserva. Questo livello di copertura consente di costituire riserve in eccesso per oltre 6 miliardi di dollari, che fungono da cuscinetto di sicurezza.
Questo rassicura gli investitori e assorbe la volatilità delle attività di riserva per proteggere la parità della stablecoin con il dollaro.
Oltre ai profitti spettacolari, è soprattutto la struttura delle riserve di Tether ad attirare l’attenzione. L’emittente dell’USDT si è affermato nelle classifiche.
Al di là dei profitti spettacolari, è soprattutto la struttura delle riserve di Tether ad attirare l’attenzione. L’emittente dell’USDT si è affermato nelle classifiche dei maggiori creditori degli Stati Uniti, con oltre 140 miliardi di dollari detenuti in buoni del Tesoro americano, compresi i “reverse repo”.
In questo modo, Tether ancora le riserve della stablecoin all’asset considerato il più sicuro e liquido della finanza mondiale, generando al contempo importanti redditi passivi grazie ai tassi di interesse.
Per Paolo Ardoino, CEO di Tether, la posta in gioco va tuttavia oltre il semplice accumulo di asset:
Ciò che conta nel 2025 non è solo l’entità della crescita, ma la struttura che la sostiene. L’USDT si è sviluppato perché la domanda globale di dollari si sta spostando sempre più al di fuori dei circuiti bancari tradizionali, in particolare nelle regioni in cui i sistemi finanziari sono lenti, frammentati o inaccessibili. Grazie al suo effetto rete e alla sua crescita parabolica, l’USDT è diventato la rete monetaria sociale più ampiamente adottata nella storia dell’umanità.
Attraverso il Tether Global Investment Fund, l’azienda ha già reinvestito oltre 20 miliardi di dollari dei suoi profitti in settori strategici. Questi investimenti, rigorosamente separati dalle riserve che garantiscono l’USDT, sono rivolti in particolare all’intelligenza artificiale, all’energia, ai metalli preziosi, all’agricoltura e alle applicazioni di comunicazione decentralizzate.