Sin dal suo lancio, l’ecosistema Polkadot si presenta come il campione dell’interoperabilità. Una strategia di fronte alla quale la sua criptovaluta DOT manca chiaramente di dinamismo, al punto da aver spinto la sua comunità ad avviare un limite massimo della sua offerta totale.
Polkadot limita l’offerta totale della sua criptovaluta DOT
Il protocollo Polkadot fa parte di quei progetti di tipo Ethereum killer molto popolari nel 2021. L’obiettivo: offrire un’alternativa alle problematiche incontrate all’epoca da Ethereum, come la forte congestione della sua blockchain e le elevate commissioni associate.
Una strategia che ha rapidamente permesso alla sua criptovaluta DOT di registrare livelli record, con un picco storico raggiunto il 4 novembre 2021 a circa 55 dollari. Da allora, il calo in atto ha registrato un calo superiore al 90%.
È in questo contesto che la DAO (Decentralized Autonomous Organization) di Polkadot ha appena proposto un’importante revisione della tokenomics inizialmente applicata alla criptovaluta DOT.
Infatti, una proposta volta a limitare la sua offerta totale a 2,1 miliardi di unità è stata appena adottata con l’81% dei voti favorevoli

La DAO di Polkadot ha espresso il proprio sostegno a un limite massimo rigoroso, adottando il referendum 1710 sulla linea “Wish For Change” con l’81% dei voti favorevoli. Entro il 2040, l’offerta sarà di circa 1,91 miliardi secondo il modello del referendum, contro i circa 3,4 miliardi del modello attuale.
Polkadot
In programma: “rarità, prevedibilità e allineamento a lungo termine”
Una decisione storica, poiché fino ad ora la criptovaluta DOT non aveva alcun limite fissato nell’ambito della sua emissione, con una procedura che prevedeva essenzialmente la creazione di 120 milioni di nuovi token ogni anno.
In pratica, questa modifica dei termini della sua tokenomics iniziale lascia quindi spazio a una logica di scarsità programmata, con un’emissione di criptovalute DOT che diminuirà progressivamente ogni 2 anni a partire dal 14 marzo, presentato come “il giorno di Pi”.
Questo annuncio, che dovrebbe portare “rarità, prevedibilità e allineamento a lungo termine” alla criptovaluta nativa di Polkadot, non ha per il momento alcun effetto positivo reale sul corso del DOT. Infatti, attualmente registra un calo del 3,5% nelle ultime 24 ore, ma comunque un aumento dell’11% negli ultimi 15 giorni.
Questa scelta della DAO di Polkadot dimostra quanto il modello di rarità applicato al Bitcoin si imponga come riferimento, di fronte a criptovalute con performance largamente in calo. Sarà sufficiente questa ricetta per rilanciare l’interesse degli investitori per il DOT? Una questione da seguire.