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Perché la criptovaluta di Uniswap è aumentata del 50% nelle ultime ore?

by Patricia

La piattaforma decentralizzata Uniswap continua il suo sviluppo in un contesto normativo ora molto più favorevole. Un’occasione per il suo fondatore, Hayden Adams, di convalidare il “fee switch” tanto atteso dai possessori di token UNI.

Uniswap propone l’attivazione di un “fee switch”

Dal suo lancio nel 2018 sulla blockchain Ethereum, la piattaforma decentralizzata (DEX) Uniswap si è affermata come un attore imprescindibile nell’ecosistema delle criptovalute. Una posizione rafforzata nel 2020 in seguito al suo airdrop di token UNI destinati ai suoi utenti.

Una criptovaluta del protocollo di finanza decentralizzata (DeFi) il cui ruolo fino ad ora si limitava a beneficiare di un potere di governance, in particolare partecipando alle votazioni della comunità. Di conseguenza, i suoi detentori chiedevano già da tempo l’introduzione di un “fee switch”.

In pratica, ciò implica una modifica della gestione dei ricavi generati dal protocollo al fine di favorire i possessori di token, ma anche di attirare una comunità più ampia. Una scelta che è stata appena confermata dalla struttura Uniswap Labs, avviando allo stesso tempo una fusione con la Fondazione Uniswap.

Un cambiamento dinamico significativo annunciato dal fondatore di Uniswap, Hayden Adams, a seguito della revoca delle restrizioni imposte fino ad allora da “un ambiente normativo ostile, che è costato migliaia di ore e decine di milioni di dollari in spese legali”.

UNI è stato lanciato nel 2020, ma negli ultimi cinque anni Uniswap Labs non ha potuto partecipare in modo significativo alla governance del protocollo ed è stata fortemente limitata nella sua capacità di creare valore per la comunità. Questo finisce oggi!

Hayden Adams

“UNIfication”: una strategia intensiva di burn

Questa proposta porta il nome molto simbolico di “UNIfication”. L’obiettivo: “gettare le basi per il prossimo decennio di crescita del protocollo” attraverso una politica di burn che inizierà con “la distruzione di 100 milioni di token UNI provenienti dalla tesoreria, che rappresentano le commissioni che avrebbero potuto essere bruciate se il ”fee switch“ fosse stato attivato sin dal suo lancio”.

Parallelamente a questa riduzione dell’offerta del token UNI, il piano UNIfication propone anche di utilizzare le commissioni generate dal DEX Uniswap e dal sequenziatore Unichain per bruciare ancora più unità. Inoltre, anche i rendimenti dei suoi fornitori di liquidità otterranno un aumento, grazie a un metodo chiamato Protocol Fee Discount Auctions, destinato in particolare a “internalizzare il Maximal Extractable Value (MEV) a beneficio del protocollo”.

Infine, la V4 di Uniswap integrerà degli “aggregator hooks” in grado di “raccogliere commissioni di protocollo su fonti di liquidità esterne”. Allo stesso tempo, Uniswap Labs annuncia la cessazione della raccolta di commissioni sulla sua interfaccia, sul suo portafoglio e sulla sua API al fine di stimolare ulteriormente questo programma.

Il token UNI esplode al rialzo

Un annuncio che ha evidentemente convinto i possessori di token UNI, con un aumento del 50% nelle ultime ore che ha spinto il suo prezzo oltre i 10 dollari, prima di tornare a posizionarsi sul livello di 8,70 dollari al momento della stesura di questo articolo.

Il token UNI ha registrato un aumento significativo nelle ultime ore

Al momento non sono disponibili dettagli che consentano di conoscere l’effettiva percentuale delle commissioni destinate al burn. In ogni caso, il protocollo Uniswap è stato uno dei più performanti della DeFi negli ultimi mesi, con la prospettiva di generare oltre 2 miliardi di dollari di ricavi annualizzati.

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