Il prezzo del Bitcoin (BTC) è stato scosso dalle mire espansionistiche del presidente degli Stati Uniti. Il suo corso ha registrato una volatilità molto elevata ieri, prima di stabilizzarsi intorno ai 90.000 dollari nelle ore successive. Cosa ci dice questo sullo stato della più grande criptovaluta?
Il prezzo del Bitcoin (BTC) sta vivendo una giornata particolarmente volatile
Il prezzo del Bitcoin aveva iniziato la giornata del 21 gennaio con un certo ottimismo, riconquistando la soglia psicologica dei 90.000 dollari. Ma la criptovaluta ha risentito delle tensioni geopolitiche legate al desiderio di Donald Trump di conquistare la Groenlandia. Poco dopo il suo discorso a Davos, il prezzo del BTC è così crollato di oltre 3.000 dollari, attestandosi a 87.200 dollari.
Ma dopo questa ora di crollo, il prezzo del BTC è tornato a salire. La causa è stata un’apparente inversione di rotta da parte di Donald Trump, che sembrava accontentarsi di un accordo sulla Groenlandia, poche ore dopo le sue minacce bellicose. Risultato: il Bitcoin ha recuperato tutto il terreno perduto, aggrappandosi nuovamente alla soglia dei 90.000 dollari:

Il prezzo del Bitcoin ha vissuto una giornata da montagne russe
Intorno alle 9 di questa mattina, un Bitcoin viene scambiato a 89.910 dollari. Ciò corrisponde a un calo del 7% negli ultimi 7 giorni. Il prezzo del BTC registra tuttavia un aumento del 2,5% nel mese.
Il fugace status di bene rifugio del Bitcoin
Mentre l’ascesa al potere di Donald Trump aveva alimentato speranze per il Bitcoin come bene di riserva, gli eventi geopolitici dell’anno scorso tendono a dimostrare il contrario. La sensibilità del Bitcoin agli eventi geopolitici lo allontana infatti, per il momento, dallo status di «puro» bene rifugio, al contrario dell’oro che ha registrato una serie di record negli ultimi mesi.
Alex Thorn, responsabile della ricerca presso Galaxy Digital, ha sottolineato questo paradosso in un’intervista al podcast Crypto Prime:
Si osserva una forte incertezza geopolitica, con l’oro che viene scambiato a nuovi massimi storici, mentre il bitcoin sottoperforma. Il bitcoin non sta realmente facendo ciò per cui dovrebbe esistere – almeno non in tempo reale.
Se si allarga lo sguardo, la criptovaluta sembra tuttavia aver trovato la sua nicchia: tra il 2020 e il 2026, il BTC ha registrato un aumento dell’896%. Da qui deriva lo strano status del Bitcoin, che non è né un oro digitale, né un asset rischioso «tradizionale».