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La DG Trésor autorizza la cessione di Exaion a Mara Holdings: un fallimento per l’INBi?

by Patricia

Il ministero delle Finanze francese ha approvato la cessione di Exaion, filiale di EDF specializzata nel calcolo ad alte prestazioni, al colosso americano Mara Holdings. Tuttavia, un consorzio francese propone di acquistare la filiale per utilizzarla nel mining di Bitcoin. La Francia sta per svendere un gioiello strategico?

Bercy approva la cessione del gioiello francese Exaion

Exaion, la filiale di EDF specializzata nel calcolo ad alte prestazioni, sarà venduta al colosso americano Mara Holdings se Matignon non si opporrà.

Martedì 20 gennaio, la Direzione generale del Tesoro, la Direzione generale delle imprese (DGE) e il segretariato generale del Ministero della Transizione ecologica hanno inviato una lettera di impegno alla società americana Mara Holdings. Quest’ultima è stata trasmessa tramite lo studio legale Darrois Villey Maillot Brochier, che rappresenta il gruppo in Francia.

Questo almeno è quanto afferma La Lettre, che dichiara di aver consultato un documento che descrive in dettaglio le “condizioni relative alla cessione” di Exaion, trasmesso a Mara Holdings.

I nostri colleghi hanno interpellato il Ministero delle Finanze, che ha dichiarato che “il dossier è ancora in fase di esame nell’ambito della procedura di controllo degli investimenti esteri”. Secondo le loro informazioni, il governo dovrà in realtà pronunciarsi entro il 31 gennaio, termine fissato da Mara Holdings.

In effetti, il dossier deve ancora essere arbitrato politicamente dal ministro dell’Economia Roland Lescure e da Sébastien Lecornu, ministro delle Forze armate.

Inoltre, è utile precisare che il senatore Dany Wattebled e il deputato Philippe Latombe si sono occupati della questione, in particolare rivolgendosi alla Procura nazionale finanziaria per sospetti di traffico di influenze e di appropriazione indebita.

La Lettre riferisce che giovedì 22 gennaio Dany Wattebled ha trasmesso la lettera di impegno della DG Trésor all’ufficio di Sébastien Lecornu per chiedere spiegazioni. La lettera sarà poi comunicata al procuratore finanziario.

Cosa significa veramente la parola “sovranità” in francese?

I negoziati sulla vendita di Exaion non sembrano risentire della realtà geopolitica e geoeconomica imposta da Donald Trump negli ultimi tempi. Il forum di Davos ha posto la sovranità tecnologica, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), al centro del dibattito. I leader europei, come Emmanuel Macron, hanno ribadito la necessità di rafforzare la sovranità europea e di promuovere una “preferenza europea” nei confronti dei giganti americani.

Il presidente della Repubblica si è inoltre schierato al fianco di diverse aziende francesi operanti nel settore dell’IA (H Company, Quandela, Quobly), invitate dall’Eliseo a unirsi alla delegazione francese per valorizzare il know-how tricolore.

Nonostante questo forte discorso politico, la lettera di impegno conferisce a Mara Holdings il controllo del 64% della società francese. Inoltre, una volta passata sotto il controllo americano, Exaion dovrà continuare a garantire gli aggiornamenti e lo sviluppo delle sue soluzioni software più sensibili, come EDF Transfer.

Questa piattaforma è stata implementata per garantire la sovranità dei dati e la loro riservatezza. Sotto il controllo di Mara Holdings, tuttavia, questi dati rientrerebbero nel regime del Cloud Act, che impone la trasmissione delle comunicazioni su richiesta del Dipartimento di Giustizia americano. Come sottolinea l’Istituto Nazionale Bitcoin (INBi), la clausola di non concorrenza che vieta a EDF qualsiasi attività legata al calcolo intensivo costituisce un’aberrazione strategica. In un momento in cui l’intelligenza artificiale e il mining di Bitcoin richiedono capacità enormi, privarsene è un controsenso.

Ricordiamo che, di fronte a questa situazione, un consorzio francese guidato da Sébastien Gouspillou, cofondatore di BigBlock (società di mining di BTC) e sostenuto dall’INBi, ha presentato una controfferta di 30 milioni di euro per acquistare una parte della filiale di EDF.

L’obiettivo è quello di non svendere i “gioielli tecnologici sovrani che stanno crescendo in Francia”, per riprendere le parole dell’ex ministro dell’Economia Antoine Armand. L’ambizione è piuttosto quella di renderli un pilastro della sovranità e contribuire allo sviluppo tecnologico della Francia.

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