Home » Imminente carenza di chip di memoria per l’informatica? Una vera e propria rapina ai centri dati IA

Imminente carenza di chip di memoria per l’informatica? Una vera e propria rapina ai centri dati IA

by v

Il rapido sviluppo dei centri dati destinati al funzionamento dell’IA sta causando una concorrenza senza precedenti sul mercato dei chip di memoria per l’informatica. E va detto che l’abbandono del mercato pubblico annunciato dal gigante del settore Micron non migliorerà la situazione.

Crisi della memoria informatica: una “vera e propria rapina in corso”

Lo sviluppo accelerato dell’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando molti settori, ben oltre il semplice fatto di vederla realizzare con successo compiti sempre più complessi che fino ad ora erano appannaggio di professioni intellettuali e creative riservate agli esseri umani.

Infatti, un’altra battaglia si sta combattendo da un punto di vista più tecnico, sul mercato dei chip di memoria destinati all’informatica, in particolare i famosi DRAM. La causa: i data center alla continua ricerca di memoria RAM e potenza di calcolo, con evidente danno per il mercato dell’informatica destinato ai privati.

Una constatazione fatta da numerosi specialisti informatici, al punto che l’account X con lo pseudonimo Deus Ex Silicium parla di una «vera e propria rapina in corso» nel settore, con un prezzo delle memorie RAM DDR4, DDR5 e NAND Flash in forte aumento dal mese di settembre e “picchi superiori al 500% previsti entro la prossima estate”.

Il prezzo dei chip di memoria è aumentato notevolmente dal mese di settembre

Una carenza di memoria in cui il gigante Nvidia, che non produce direttamente questo tipo di chip, appare come un fattore aggravante, data la sua posizione dominante sul mercato degli acceleratori di IA. Ma alla fine sarebbe stato raggiunto da questa crisi. Infatti, alcune fonti indicano che ora fornirebbe le sue GPU senza i chip di memoria video (VRAM) finora associati, lasciando che siano i suoi partner a occuparsi della complessità del loro approvvigionamento.

Il gigante Micron abbandona il mercato pubblico per specializzarsi nell’IA

Una situazione complicata che potrebbe diventare ancora più complessa, se si dà credito al recente annuncio fatto dal gigante del settore Micron riguardo alla cessazione programmata entro giugno 2026 della commercializzazione dei suoi chip di memoria per il mercato consumer, venduti con il marchio Crucial.

Lo scopo di questa decisione? Consentire a Micron di abbandonare il mercato consumer, sul quale ha offerto i propri prodotti per 30 anni, per dedicarsi esclusivamente alla sua attività più redditizia: vendere memoria direttamente alle farm di calcolo IA di aziende come OpenAI, Google e altre.

Un passaggio all’IA che riguarda anche i miner della blockchain di Bitcoin, in particolare al fine di aumentare la redditività della loro fornitura di energia elettrica di fronte a un mining di BTC che sta diventando sempre meno redditizio.

Da un punto di vista più tecnico, l’attuale crisi dei chip di memoria non riguarda direttamente la produzione degli ASIC necessari alla loro attività, ma più in generale una riorganizzazione della catena di approvvigionamento dei semiconduttori a livello mondiale. In ogni caso, sembra prevedibile un inevitabile aumento dei costi operativi.

Related Posts

Leave a Comment