Con un mese di ottobre caratterizzato da un calo di oltre il 15% del prezzo del Bitcoin, sono poche le criptovalute a registrare buoni risultati. Tuttavia, alcune altcoin irriducibili riescono a distinguersi: scoprite quali sono e i motivi di questa sovraperformance, in controtendenza rispetto all’andamento generale del mercato.
Un “Uptober” che va alla deriva
Mentre il prezzo del Bitcoin ha registrato una performance negativa del -15% negli ultimi 30 giorni, l’Ether, dal canto suo, ha subito un calo più marcato, pari a circa il -23%.
Sono rare le altcoin che sono riuscite a ottenere buoni risultati in tali condizioni. Eppure, una tematica in particolare ha suscitato l’interesse degli investitori nel corso del mese di ottobre: la privacy e i token ad essa associati.
Tra le 5 criptovalute che hanno registrato le migliori performance nel mese di ottobre possiamo citare M, WBT, TAO, ZEC e DASH:

Le 5 criptovalute che hanno registrato le migliori performance nel mese di ottobre
5 – MemeCore (M): +17%
Memecore è una blockchain di livello 1 dedicata alle memecoin, lanciata all’inizio di settembre. Il suo token nativo, l’M, viene utilizzato per le commissioni di transazione, la governance, ecc.
Negli ultimi 30 giorni, il prezzo del token M ha registrato un aumento di quasi il 17%.
Tuttavia, è opportuno prestare attenzione: la sua valutazione di oltre 3,9 miliardi di dollari sembra ampiamente scollegata da fondamentali ancora incerti.
4 – WhiteBIT Coin (WBT): + 18 %
Il WBT è la criptovaluta nativa della piattaforma di scambio WhiteBIT, lanciata nel 2018. I possessori di WBT beneficiano di numerosi vantaggi sulla piattaforma: riduzione delle commissioni di trading, prelievi giornalieri gratuiti, bonus di staking, ecc.
L’aumento del prezzo della criptovaluta WBT potrebbe essere alimentato dai riacquisti (buyback) settimanali utilizzati per bruciare il token. Secondo il sito ufficiale di Whitebit, nel mese di ottobre sono stati acquistati e successivamente bruciati 469.509 token, per un valore di circa 20 milioni di dollari al momento dell’acquisto.
I meccanismi di riacquisto e distruzione sono generalmente molto apprezzati dagli investitori in criptovalute poiché sono percepiti come una ridistribuzione di valore ai possessori di token, in particolare grazie al fatto che tali meccanismi possono generare una pressione al rialzo su un asset riducendo l’offerta disponibile sui mercati.
Negli ultimi 30 giorni, il prezzo del WBT è aumentato di oltre il 18%, registrando addirittura un nuovo ATH a 55,3 dollari l’uno.
3 – Bittensor (TAO): + 33,6%
Bittensor è un progetto che combina l’intelligenza artificiale (IA) e la blockchain per trasformare radicalmente lo scambio di conoscenze attraverso una struttura decentralizzata. Si basa su subnet, ovvero mini-reti autonome specializzate in compiti di IA, in cui minatori e validatori vengono ricompensati in base alle loro prestazioni in TAO, la criptovaluta ufficiale del progetto.
Negli ultimi 30 giorni, il prezzo del TAO è aumentato del 33,6%.
Tra i fattori che hanno contribuito all’apprezzamento del token, possiamo citare il lancio di un ETP (prodotto finanziario regolamentato) tramite Deutsche Digital Assets sulla borsa svizzera alla fine di ottobre. Questo evento contribuisce a conferire una certa legittimità al progetto, in particolare dal punto di vista istituzionale.
Come abbiamo già menzionato nelle nostre pagine, Bittensor si appresta a vivere il suo primo halving, intorno al prossimo 10 dicembre. Questa fase si preannuncia decisiva per il futuro del progetto, poiché le emissioni giornaliere dovrebbero passare da 7.200 a 3.600 TAO.
Infatti, al di là del potenziale impatto sul prezzo del TAO, sono numerosi gli interrogativi riguardo alle future ricompense dei contributori della rete, che si ridurranno della metà.

Grafico che rappresenta il prezzo del TAO (in viola), la sua capitalizzazione (in bianco) e la quantità di TAO in circolazione (in verde)
È importante ricordare che, sebbene il prezzo del TAO rimanga a circa il -44% dal suo ATH, la sua capitalizzazione di mercato totale è solo al -26%, a causa delle continue emissioni del token. In altre parole, l’offerta in circolazione è aumentata, il che mantiene la capitalizzazione complessiva vicina al suo picco nonostante un prezzo unitario più basso.
2 – Zcash (ZEC): +223%
Lo ZEC è la criptovaluta della blockchain Zcash, un fork della blockchain Bitcoin ma con un’attenzione particolare alla privacy grazie alla tecnologia ZK-SNARK.
Negli ultimi 30 giorni, il prezzo dello ZEC è balzato del 223%, trainato in particolare dal rinnovato interesse per la tutela della privacy, riacceso dai dibattiti sul progetto Chat Control.
In linea di massima, quando emergono polemiche sui problemi di privacy, le criptovalute legate alla privacy tendono ad apprezzarsi. Poiché i prezzi trainano le narrazioni, sempre più analisti e influencer sui social media hanno promosso lo ZEC, talvolta con aspettative che sfidano ogni logica.
Le prometto che, se ha un’anima e crede in buona fede, le criptovalute sono davvero più facili da negoziare.
Dovrebbe essere lei a disporre del proprio denaro e nessun governo, banca o altro idiota dovrebbe avere voce in capitolo.
Ecco perché il Bitcoin vincerà (10 milioni di dollari per BTC e oltre) e lo ZEC potrebbe vincere (500.000 dollari per ZEC e oltre)
— Tulip King (@tulipking) 1 novembre 2025
In questo post, un analista di Messari traccia un parallelo tra le potenziali valutazioni di BTC e ZEC: «Ecco perché Bitcoin varrà 10 milioni di dollari per unità e ZEC potrebbe valere più di 500.000 dollari per unità».
Va tuttavia sottolineato che questa teoria è altamente improbabile, poiché una tale valutazione per lo ZEC equivarrebbe a 10,5 trilioni di dollari, ovvero all’incirca il PIL del Giappone o il PIL della Germania e del Regno Unito messi insieme.
1 – Dash: + 325 %
Il DASH segue la stessa linea dello ZEC, beneficiando di una maggiore esposizione mediatica dall’esplosione della narrativa delle privacy coin.
Negli ultimi 30 giorni, il prezzo del DASH ha registrato un’impennata spettacolare, con un +325% in questo periodo.
È molto probabile che DASH abbia registrato un recente apprezzamento grazie alla performance di ZEC. Infatti, alcuni trader potrebbero puntare sul fatto che DASH sia una sorta di beta play. In altre parole, i trader/investitori si orientano verso un asset con caratteristiche convergenti.
È tuttavia opportuno ricordare che questo tipo di entusiasmo è generalmente di breve durata e che le correzioni sono spesso violente quando la narrativa perde slancio.
Menzioni d’onore
Tra le criptovalute che non figurano nella classifica precedente, poiché la loro capitalizzazione è inferiore alla Top 100, possiamo citare:
Il token H del progetto Humanity con una performance del 240% negli ultimi 30 giorni.
Il COAI del progetto ChainOpera AI, con una performance del 225% negli ultimi 30 giorni.
Il token ATONE dell’ecosistema Cosmos, con una performance del 203% negli ultimi 30 giorni.
Il token ZEN del progetto Horizen, anch’esso un beta play dello ZEC, con una performance del 104% negli ultimi 30 giorni.
Il token VIRTUAL con una performance del 26% negli ultimi 30 giorni. La performance del token di Virtuals Protocol è stata in particolare sostenuta dalla narrativa relativa ai token conformi allo standard x402.
Il token ZORA dell’omonima applicazione SocialFi, che ha registrato un aumento del 22% negli ultimi 30 giorni.