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Hyperliquid lancerà la propria stablecoin nativa, l’USDH – E altre novità

by Christian

Hyperliquid, noto per il suo DEX perpetuo in forte ascesa, ha appena annunciato l’USDH, la propria stablecoin nativa. Emessa direttamente su Hyperliquid, l’USDH potrebbe diventare la pietra angolare di un ecosistema completo e autosufficiente.

Hyperliquid vuole la sua stablecoin nativa

Da DEX perpetuo a vero e proprio ecosistema. Molto più di una piattaforma di scambio di criptovalute, Hyperliquid dispone oggi di numerosi strumenti per continuare ad aumentare il proprio dominio, in particolare tramite Builder Codes, HIP-3 e CoreWriter. HyperEVM, su cui si sviluppano numerosi protocolli, registra oggi 3,18 miliardi di dollari di TVL.

Uno dei pilastri di Hyperliquid sono le stablecoin. Più precisamente, l’USDC, la stablecoin di Circle, che è anche la seconda più capitalizzata sul mercato. Il motivo è semplice: per fare trading su Hyperliquid è necessario fornire liquidità depositando USDC tramite un bridge Arbitrum – Hyperliquid. Il duo USDC-Hyperliquid è ormai acquisito da tutti gli utenti del DEX, ma la situazione potrebbe cambiare molto presto. Il team di Hyperliquid ha appena annunciato che l’ecosistema avrà presto una propria stablecoin nativa: l’USDH.

Screenshot dal server Discord di Hyperliquid

In concreto, apprendiamo che Hyperliquid ha riservato il ticker USDH con l’obiettivo di lanciare una stablecoin ancorata al dollaro americano. Il processo di lancio dell’USDH sarà realizzato allo stesso modo dei delisting, ovvero tramite il sistema di governance stabilito on-chain. I validatori dovranno selezionare il team di sviluppatori che ritengono più adatto a supervisionare questa nuova stablecoin. Tramite un canale dedicato, è già possibile presentare la propria candidatura.

Il modo in cui l’USDH sarebbe garantito non è stato affrontato durante l’annuncio.

A differenza dell’USDC, l’USDH sarà emesso nativamente su Hyperliquid. Ciò comporta minori rischi tecnici (in particolare per quanto riguarda il bridge), ma anche una migliore integrazione con i prodotti della piattaforma: collaterale per i prodotti derivati, trading spot e persino un futuro utilizzo in applicazioni DeFi costruite su HyperEVM.

Commissioni ridotte e quotazione senza autorizzazione

Un’altra novità è prevista per il trading. In concreto, le commissioni taker sulle coppie spot di quote assets (USDC/USDT, USDE/USDC, ecc.) saranno ridotte dell’80% e anche gli sconti per i maker saranno ridotti dell’80%. Allo stesso modo, e per evitare abusi, i volumi registrati su queste coppie per gli utenti saranno ridotti dell’80%.

Con la riduzione dell’80% delle commissioni, l’arbitraggio e il trading ad alta frequenza potrebbero affermarsi seriamente su Hyperliquid. Ciò attirerebbe nuovi attori che apporterebbero liquidità e ridurrebbero meccanicamente gli spread tra i prezzi di acquisto e di vendita. In questo modo, l’esperienza di trading si avvicinerebbe a quella di un exchange centralizzato, ma con la trasparenza di un DEX e l’efficienza di un order book on-chain.

Infine, Hyperliquid ha annunciato che le coppie spot di quote assets saranno presto permissionless, ovvero chiunque (con un minimo di token HYPE in staking) potrà lanciare una nuova coppia di questo tipo. Sarà inoltre implementato un processo di slashing, anche in questo caso per evitare abusi.

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