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Bitcoin minacciato dall’impennata dei prezzi della memoria RAM?

by Thomas

La corsa all’intelligenza artificiale sta aumentando notevolmente la domanda globale di memoria RAM.
Come dimostra la rivalità economica e diplomatica tra Stati Uniti e Cina, la RAM sta diventando una vera e propria sfida strategica. Questo aumento esponenziale dei prezzi ha un impatto anche sul Bitcoin, per il quale la memoria e l’archiviazione rimangono essenziali per i nodi e l’infrastruttura di mining.
L’IA crea una pressione senza precedenti sulle catene di approvvigionamento della memoria

Da settembre 2025, i prezzi dei moduli RAM (scheda stampata su cui sono montati circuiti integrati di memoria) sono aumentati dal 163% al 619%. Questo cambiamento radicale si inserisce in un contesto geopolitico caratterizzato da una corsa sfrenata all’intelligenza artificiale (IA).

Dal 2024, il boom dell’IA ha profondamente modificato gli utilizzi in materia di memoria. È il caso dei grandi modelli linguistici (LLM) che richiedono un’elevata potenza di calcolo e capacità di trasferimento dati molto rapide tra le GPU e la memoria.

Di conseguenza, la memoria ad alta larghezza di banda (HBM) diventa indispensabile, poiché offre sia una bassa latenza che velocità di trasferimento molto elevate. I grandi attori dell’IA mobilitano così una parte crescente della produzione mondiale di memoria (DRAM e NAND) per equipaggiare i data center dedicati all’addestramento e all’inferenza di modelli di grandi dimensioni.

Queste infrastrutture richiedono una quantità enorme di memoria e archiviazione veloce, il che spinge i produttori a privilegiare i segmenti più redditizi, come la memoria server e l’HBM, a scapito dei prodotti di consumo. Questa riallocazione strategica ha creato una carenza artificiale in alcuni segmenti di mercato.

L’aumento dei prezzi non è uniforme e ha un impatto particolare sulle varianti ad alta capacità. È il caso dei moduli DDR4 e DDR5, modelli standard utilizzati in particolare nei PC e nei rig di mining.

Il modulo DDR5 da 32 GB, ad esempio, ha registrato un aumento spettacolare su tutti i mercati, con i prezzi americani che sono passati da 149 $ a 392 $ (+163%) e quelli giapponesi che hanno registrato l’aumento più estremo, passando da 16.000 ¥ a 115.090 ¥ (+ 619%).

Impatto regionale sui prezzi delle RAM, di Rost Glukhov

Un impatto diretto limitato, ma ripercussioni indirette costose per le attività di mining di Bitcoin

Come sapete, il mining di Bitcoin si basa sull’algoritmo SHA-256, un algoritmo di hash utilizzato per proteggere e convalidare i blocchi nella rete. Questo algoritmo è essenzialmente aritmetico, ovvero esegue operazioni di calcolo intensive, ma richiede solo quantità molto ridotte di memoria RAM per memorizzare variabili temporanee.

In pratica, ciò significa che anche un aumento significativo del prezzo della RAM non ha quasi alcun effetto sul costo di produzione degli ASIC (i circuiti specializzati per il mining), il cui costo è principalmente costituito da: silicio, incisione in nanometri, confezionamento e dissipazione termica.

Tuttavia, l’impatto dell’aumento del prezzo della RAM si fa sentire in modo indiretto. Infatti, i nodi Bitcoin memorizzano su un disco SSD, che utilizza memoria flash NAND, l’intera blockchain e utilizzano la RAM per il mempool o la cache UTXO.

Se il prezzo della RAM aumenterà notevolmente, il costo di esercizio di questi nodi aumenterà, il che potrebbe dissuadere alcune persone o organizzazioni dal mantenere nodi completi, riducendo così il numero di partecipanti indipendenti e la diversità della rete.

In altre parole, Bitcoin rimane solido di fronte a un aumento del prezzo della RAM per la produzione di blocchi, ma un aumento prolungato dei costi di memoria potrebbe influire sulla decentralizzazione e sulla resilienza della rete.

È interessante notare che il CEO di TeamGroup, produttore di moduli RAM, ha indicato che la normalizzazione dei prezzi della memoria non sarà probabilmente possibile prima del 2027-2028, in attesa dell’arrivo di nuove capacità produttive sul mercato.

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