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Il Bitcoin tornerà presto sotto i 100.000 dollari? Secondo questi analisti, il rischio è reale

by v

Dal suo ultimo picco oltre i 124.000 dollari, il Bitcoin ha avviato un’importante correzione che ora supera il 10%. Potrebbe essere l’annuncio tanto temuto di un ritorno sotto la soglia simbolica dei 100.000 dollari?

Un Bitcoin “molto esposto a movimenti bruschi”

Il prezzo del BTC si sta attualmente evolvendo in un contesto macroeconomico complicato, dall’inizio della guerra dei dazi doganali da parte del presidente Donald Trump. Tuttavia, non bisogna trascurare altri dati.

È quanto emerge da una recente analisi condotta dal responsabile della ricerca della società K33 Research, Vetle Lund, in cui egli mette in guardia da un “comodo torpore” del mercato dei Bitcoin, dopo il suo ultimo picco storico. La causa è un mese di settembre storicamente sfavorevole al BTC, ma non solo.

Andamento del corso del bitcoin dal 2013 in dati mensili

Secondo Vetle Lund, le reali conseguenze dei dazi doganali di Donald Trump saranno presto visibili sugli indici americani dei prezzi alla produzione (IPP) e al consumo (IPC), con un effetto ribassista molto probabile.

A questa equazione aggiunge un altro dato potenzialmente destabilizzante, con l’interesse aperto sul mercato dei contratti futures sul Bitcoin che raggiunge i massimi annuali. Infatti, l’uso improprio di leve finanziarie significative potrebbe portare all’innesco di liquidazioni brutali, in caso di un ribaltamento al ribasso.

Interesse aperto dei contratti futures sul Bitcoin sugli exchange (USD)

Una situazione che lascia il Bitcoin “molto esposto a movimenti bruschi, sia al rialzo che al ribasso”. Lo scenario associato alla pubblicazione di nuovi dati macroeconomici sfavorevoli implica un possibile calo del BTC verso livelli di prezzo compresi tra 101.000 e 94.000 dollari.

Il prezzo del BTC passerà “dall’euforia all’esaurimento”?

Dal punto di vista della struttura di analisi Glassnode, la situazione sembra apparentemente un po’ più positiva, con la redditività dei detentori di BTC a breve termine che è passata da oltre il 90% a solo il 42% durante la recente vendita massiccia, prima di rimbalzare al livello del 60%. Tuttavia, la fragilità rimane molto presente sul mercato dei Bitcoin.

Quota dell'offerta di Bitcoin dei detentori a breve termine attualmente in profitto

Il Bitcoin si consolida nella fascia di prezzo compresa tra 104.000 e 116.000 dollari dopo un forte interesse da parte degli investitori. I flussi dei contratti futures e degli ETF mostrano un calo della domanda. Uno slancio al di sopra dei 116.000 dollari potrebbe rilanciare il trend rialzista, mentre una rottura rischia di innescare un movimento verso i 93.000-95.000 dollari.

Secondo gli analisti di Glassnode, l’attuale fragilità del Bitcoin potrebbe essere in parte spiegata dal significativo rallentamento degli afflussi registrato sul mercato degli ETF Spot, i cui flussi positivi hanno ampiamente alimentato i precedenti rally rialzisti. La recente ripresa del suo dominio su Ethereum potrebbe essere vista come un segnale positivo?

In ogni caso, Vetle Lund sottolinea che nel lungo termine si sta giocando una partita completamente diversa, poiché il Bitcoin “non si cura né delle turbolenze globali né delle condizioni restrittive del commercio internazionale”. Nel breve termine, la cautela rimane d’obbligo.

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