Home » Airdrop farming: scoperti 30.000 telefoni utilizzati per accumulare criptovalute

Airdrop farming: scoperti 30.000 telefoni utilizzati per accumulare criptovalute

by v

Negli ultimi anni, gli airdrop di criptovalute si sono ampiamente democratizzati. Si tratta di ricompense destinate alla comunità, talvolta molto redditizie, ormai largamente parassitate da robot in agguato.

Airdrop farming: un dirottamento organizzato delle distribuzioni di criptovalute

Lo sviluppo del settore delle criptovalute si basa sull’adozione delle sue funzionalità innovative, ma anche su alcune ricette incentivanti dall’efficacia formidabile. Tra queste ultime figurano in buona posizione gli airdrop, inizialmente destinati a premiare i primi utenti di un protocollo.

Tuttavia, dopo l’esperienza storica della piattaforma Uniswap (UNI) nel settembre 2020, le criptovalute hanno fatto molta strada. Queste operazioni sono ora ampiamente utilizzate a fini promozionali per incoraggiare gli utenti a interagire con i protocolli in questione con la promessa di un pagamento il cui valore a volte non è nemmeno sufficiente a coprire le spese sostenute.

Allo stesso tempo, questa manna finanziaria ha portato alla comparsa dei cosiddetti “farmers d’airdrop”. Si tratta per lo più di account falsi gestiti da robot con l’obiettivo di rubare parte dei premi destinati agli utenti reali.

Una realtà al limite della legalità, costruita volontariamente nell’ombra, alla quale il CEO di Mirai Labs, Corey Wilton, è finalmente riuscito ad accedere. Un’occasione per scoprire un universo “davvero spaventoso”, in grado di gestire decine di migliaia di account falsi contemporaneamente.

Tutto è iniziato nel 2021, con il gioco di corse di cavalli NFT Pegaxy. Un protocollo che Corey Wilton apprezzava particolarmente, nel periodo d’oro del crypto gaming. Ma quella che doveva essere una semplice corsa automatizzata di 15 cavalli è rapidamente passata da “chi può vincere” a “chi può estrarre valore più rapidamente”.

Un cambiamento di dinamica ampiamente accelerato dalla comparsa di bot, destinati ad accumulare ricompense a scapito del protocollo stesso, al punto da provocarne la scomparsa definitiva. Una vera e propria dichiarazione di guerra per Corey Wilton, deciso a portare alla luce questa deriva.

È quello che ha finalmente fatto sulla rete X, di fronte a una farm di telefoni in grado di gestire oltre 30.000 smartphone.

Corey Wilton in una fattoria automatizzata per il farming di airdrop

Ho appena visitato una delle più sofisticate farm di telefoni (30.000 telefoni) di [località censurata] per capire la portata degli attacchi contro gli airdrop di criptovalute. La loro lista di clienti è lunga. Si tratta di un vero e proprio segnale d’allarme. È necessario un cambiamento.

Corey Wilton

Identità digitale vs airdrop farming

Corey Wilton spiega come gli smartphone utilizzati siano allo stesso tempo semplici e abbastanza complessi da consentire l’usurpazione dell’identità della geolocalizzazione di un account reale. Un sistema che permette a un solo essere umano di controllare uno “smartphone master” collegato a più di 500 “telefoni slave”, destinati a replicare le sue operazioni in modo identico.

Ma, come spiega Corey Wilton, queste fattorie di airdrop farming sono in definitiva semplici “linee di produzione”, offerte come servizio disponibile ad attori con sede altrove. Questi ultimi sono in grado di parassitare questi airdrop di criptovalute, come nel caso di Zksync nel giugno 2024, un protocollo in cui più di 750.000 dollari sono stati sottratti dal detentore di 85 portafogli.

Gli esperti concordano sulla necessità di collegare gli airdrop di criptovalute a identità digitali reali. Si tratta tuttavia di una procedura piuttosto complessa, in particolare di fronte a blockchain con costi sempre più bassi, al punto da rendere queste procedure di appropriazione indebita molto poco costose rispetto ai possibili profitti. Da meditare.

Related Posts

Leave a Comment