Ogni anno, il fondo di investimento a16z Crypto pubblica un rapporto molto atteso sulle principali evoluzioni future nel settore delle criptovalute. Questo rapporto cerca di identificare i cambiamenti fondamentali che potrebbero modificare l’uso, l’adozione e l’integrazione delle tecnologie blockchain nel mondo. Stablecoin, privacy, tokenizzazione degli asset, intelligenza artificiale o ancora mercati predittivi: analisi delle principali tendenze da tenere a mente e di ciò che implicano realmente.
Le stablecoin: la spina dorsale della finanza digitale
Le stablecoin sembrano proseguire il percorso intrapreso nel corso del 2025, quello di strumento finanziario globale non più riservato agli utenti del settore delle criptovalute: che si tratti di aziende, banche o persino paesi, le stablecoin sono ormai parte integrante del panorama finanziario mondiale.
Indicizzate su valute legali come il dollaro, le stablecoin consentono di scambiare valore rapidamente, senza intermediari bancari, a costi ridotti e su scala mondiale. Nel 2026, a16z prevede un’accelerazione della loro adozione, in particolare per i pagamenti internazionali, la gestione della tesoreria e i regolamenti tra imprese.
Il loro utilizzo è oggi evidente: attualmente, inviare denaro da un paese all’altro può richiedere diversi giorni e comportare commissioni elevate. Con una stablecoin, la transazione può essere completata in pochi minuti, senza ricorrere al sistema bancario tradizionale.
Il rapporto sottolinea inoltre il crescente interesse da parte delle istituzioni finanziarie e degli Stati. Alcune banche stanno già sperimentando stablecoin interne, mentre diversi governi stanno valutando quadri normativi più chiari.
Questa dinamica si riflette chiaramente nei dati. Dal 2021, l’offerta di stablecoin è in costante aumento. Ma è soprattutto nel 2024 che si è verificata l’accelerazione: l’offerta è passata da circa 134 miliardi di dollari a quasi 300 miliardi oggi, più che raddoppiando nel giro di 24 mesi. I principali attori rimangono l’USDT, l’USDC, il DAI e l’USDe.

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La privacy, un settore ormai imprescindibile
Zcash, Litecoin o ancora Monero: il settore delle privacy coin ha registrato un aumento di valore alla fine del 2025, trainato dallo slancio delle normative e dalla volontà degli utenti di rafforzare il proprio anonimato, riportando così la riservatezza al centro del dibattito.
In molti casi, rendere tutto pubblico non ha alcun senso. Un’azienda non desidera esporre i propri flussi finanziari alla concorrenza. Un privato non ha alcun interesse a mostrare online l’intero proprio patrimonio. Eppure, spesso è proprio ciò che consentono le attuali blockchain pubbliche.
Una delle tecnologie citate nel rapporto è quella delle prove a conoscenza zero, note con il nome di SNARK (Succinct Non-Interactive ARguments of Knowledge). Questi sistemi consentono di dimostrare che una transazione è valida senza rivelarne i dettagli. Questa capacità potrebbe rendere la blockchain più adatta ad usi istituzionali o regolamentati.
SNARK
Uno SNARK è una tecnica che consente di dimostrare che un’informazione è vera senza mostrarla. Nel mondo delle criptovalute, serve a verificare transazioni o calcoli mantenendo nascosti agli altri utenti e al pubblico importi, indirizzi o dati privati.
Il rapporto di a16z mette in evidenza i progressi compiuti nelle tecnologie di riservatezza, in grado di nascondere determinati dati pur mantenendo la sicurezza e la verificabilità delle transazioni. Nel 2026, queste soluzioni potrebbero diventare lo standard, in particolare per gli usi professionali e istituzionali.
RWA: la tokenizzazione degli asset reali passa alla velocità superiore
Spesso associati alle stablecoin per il loro utilizzo reale, gli RWA figurano tra gli argomenti maggiormente messi in evidenza da a16z. Si tratta di rappresentare sulla blockchain le attività tradizionali: azioni, obbligazioni, immobili, materie prime o anche buoni del Tesoro. È un nuovo mercato che si apre alle istituzioni, un mercato più veloce, più liquido, più decentralizzato e con nuove opportunità.
Finora, queste iniziative sono rimaste spesso in fase sperimentale. Tuttavia, secondo il rapporto, il 2026 potrebbe segnare una svolta. Perché? Perché le infrastrutture sono ormai più solide, la regolamentazione più chiara e la domanda è ben reale.
In questo segmento si distinguono diversi protocolli, come Pendle, Maple, Ondo o ancora Morpho. Protocolli che, nel corso del 2025, nonostante un contesto di mercato poco favorevole, sono riusciti a stringere partnership strategiche e a guadagnare credibilità presso gli attori finanziari tradizionali.
a16z sottolinea che questa evoluzione non mira a sostituire la finanza tradizionale, ma a renderla più efficiente. Riducendo gli intermediari, i tempi e i costi, la tokenizzazione potrebbe trasformare mercati storicamente poco liquidi.
Anche gli agenti IA sono soggetti a regolamentazione
L’intelligenza artificiale occupa un posto centrale nel rapporto. Ma non da un punto di vista speculativo. Per a16z, la blockchain può svolgere un ruolo chiave nel coordinamento, nella remunerazione e nella governance dei sistemi di IA.
Un punto centrale è il passaggio dal «Know Your Customer» al «Know Your Agent». Oggi gli agenti automatizzati sono più numerosi degli esseri umani, in particolare nei servizi finanziari, ma rimangono privi di identità ufficiale. Senza un quadro chiaro, sono bloccati dalle piattaforme e dai sistemi di pagamento.
Il KYA mira a dotare gli agenti di identità crittografiche verificabili, collegate al loro operatore, alle loro regole di azione e alla loro responsabilità. Grazie alla blockchain, questi agenti possono interagire, effettuare pagamenti ed essere remunerati in modo trasparente. Concretamente, la posta in gioco va oltre la semplice esecuzione di algoritmi. Si tratta di determinare chi fornisce i dati, chi esegue i calcoli e come viene ridistribuito il valore.
Mercati predittivi: anticipare anziché speculare
Sulla stessa linea delle privacy coin, si tratta di un settore che ha saputo affermarsi nel corso di questo 2025, con un gigante come Polymarket, che è ormai un punto di riferimento ed è citato da Donald Trump durante le conferenze. Si tratta di un settore che ha registrato una crescita esponenziale, smentendo tutte le previsioni a suo riguardo. Lungi dall’essere semplici strumenti di scommessa, spesso si rivelano molto efficaci nell’aggregare informazioni.
Incentivando finanziariamente i partecipanti a condividere le loro previsioni, spesso producono previsioni più affidabili rispetto a molti sondaggi. Precisano tuttavia che i mercati predittivi non sostituiranno i sistemi tradizionali già esistenti come i sondaggi, ma che possono comunque fungere da punto di riferimento per quanto riguarda la tendenza generale. Si tratta quindi più di uno strumento di orientamento che di un vero e proprio processo decisionale.
Ad esempio, un’azienda potrebbe utilizzare un mercato predittivo interno per stimare il successo di un prodotto, oppure un investitore per valutare un rischio macroeconomico. Grazie alla blockchain, questi sistemi diventano trasparenti, resistenti alla censura e accessibili a tutti.
I punti salienti del rapporto di a16z
Il rapporto di a16z non prevede un futuro fatto di promesse irrealistiche o di aumenti spettacolari dei prezzi. Descrive un settore che sta acquisendo maturità, utilità e credibilità.
Se il 2026 segnerà effettivamente questa transizione, allora il valore delle criptovalute non deriverà più solo dall’innovazione tecnologica, ma dalla loro adozione concreta e dal loro impatto reale sull’economia. È proprio questo cambiamento di prospettiva a rendere questo rapporto particolarmente importante.