Mentre solo pochi giorni fa il Bitcoin aveva raggiunto un picco di oltre 124.000 dollari, il periodo attuale sembra essere caratterizzato da un calo strategico al livello di 115.000 dollari. Una situazione ampiamente associata a una serie di segnali macroeconomici considerati sfavorevoli.
Ritorno del BTC al livello di 115.000 dollari
Ogni nuovo massimo storico del Bitcoin è accompagnato da un ritorno a una tendenza ribassista più o meno violenta e prolungata nel tempo. Una logica che non sembra sfuggire al recente balzo del BTC sopra i 124.000 dollari registrato la scorsa settimana.
Infatti, questo record raggiunto lo scorso 14 agosto è stato accompagnato da un calo significativo di oltre il 7% negli ultimi 7 giorni, al punto da proiettare il prezzo del BTC sotto il livello di 115.000 dollari al momento della stesura di questo articolo.

Di fronte a questo slancio ribassista, il livello di resistenza di 112.000 dollari si impone come il primo ostacolo da superare prima di poter ipotizzare un ritorno sotto i 110.000 dollari o ancora più in basso. Allo stesso tempo, le principali criptovalute della top 10 risentono del calo, con una flessione media del 5% per Ethereum (ETH), Ripple (XRP) e Solana (SOL) nelle ultime 24 ore.
Nonostante questa situazione, il sentiment generale degli investitori in criptovalute rimane neutro, con un punteggio di 56 registrato dall’indice Fear & Greed della piattaforma CoinMarketCap. Tuttavia, il contesto macroeconomico ritenuto sfavorevole negli Stati Uniti induce i trader a una sempre maggiore cautela.
Il mese di agosto sembrava iniziare sotto i migliori auspici per il prezzo del Bitcoin, dopo la pubblicazione di un indice dei prezzi al consumo (IPC) statunitense inferiore alle aspettative. Un’occasione per raggiungere un nuovo ATH per il BTC, prima che l’indice dei prezzi alla produzione di luglio rovinasse la festa, con una crescita superiore alle previsioni.
Una situazione poco favorevole a un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed per il prossimo mese di settembre, anche se Donald Trump continua a fare pressione sul suo presidente, Jerome Powell, affinché avvii questa manovra ritenuta salutare per i consumi delle famiglie… e l’esposizione al mercato delle criptovalute.
Per il direttore degli investimenti di Kronos Research, Vincent Liu, questa situazione sta innescando un effettivo ritiro dei trader, “in attesa di segnali più chiari sul fronte macroeconomico e delle criptovalute prima di tornare sul mercato”. Nonostante tutto, l’attuale calo del BTC sembra più una logica di rotazione del capitale che una vera e propria messa in discussione della fiducia degli investitori, in particolare sul mercato degli ETF spot Bitcoin. In questo contesto, il prossimo simposio di Jackson Hole, che riunirà i principali responsabili della Fed questa settimana, potrebbe rivelarsi un elemento essenziale per determinare la tendenza futura della Federal Reserve americana. Forse sarà l’occasione per far digerire la recente dichiarazione del segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, su una riserva strategica in Bitcoin “budget neutral” che potrebbe non comportare, almeno nell’immediato, l’acquisto di BTC da parte del governo degli Stati Uniti.