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Nuovo shutdown negli Stati Uniti? Una crisi che potrebbe pesare sui mercati

by Patricia

Un disegno di legge sul finanziamento dell’amministrazione americana potrebbe essere bloccato dagli oppositori di Donald Trump, sullo sfondo della crisi legata all’ICE. Il governo potrebbe trovarsi di fronte a un nuovo «shutdown» entro la fine della settimana. Cosa significherebbe questo per i mercati finanziari?

Nuovo shutdown in vista sullo sfondo della crisi a Minneapolis

Dopo che la polizia dell’immigrazione americana ICE ha ucciso due persone nel giro di pochi giorni a Minneapolis, la rivolta infuria. E la crisi si estende fino a Washington, poiché i rappresentanti democratici si rifiutano ormai di votare a favore di una legge che finanzierebbe ulteriormente l’ICE.

La proposta di legge stanzierebbe 64 miliardi di dollari per il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS), di cui 10 miliardi destinati all’ICE. Questa sezione delle forze dell’ordine è stata criticata per le sue azioni violente, che sono sfociate persino in sparatorie contro manifestanti non aggressivi.

Diversi democratici hanno quindi manifestato l’intenzione di bloccare il voto sul finanziamento dell’ICE, tra cui Mark Warner, senatore della Virginia:

Non posso e non voterò a favore del finanziamento del DHS fintanto che questa amministrazione continuerà a compiere queste violente operazioni di presa di controllo federale delle nostre città.

Le conseguenze di un nuovo shutdown

L’ultimo shutdown americano era durato 43 giorni tra ottobre e novembre 2025. Poco più di due mesi dopo, l’eventualità è nuovamente sul tavolo e sottolinea la profonda crisi politica che stanno attraversando gli Stati Uniti.

Per l’economia americana, uno shutdown aggiungerebbe ulteriori difficoltà a una situazione già tesa. Gli economisti stimano infatti che l’ultimo shutdown abbia privato gli Stati Uniti di 0,8 punti di crescita. Inoltre, l’incertezza potrebbe ripercuotersi sui mercati azionari e obbligazionari, particolarmente sensibili alle instabilità.

Un’altra conseguenza degna di nota: in caso di shutdown, i dati chiave relativi all’occupazione, all’inflazione e alla spesa pubblica non verranno pubblicati o subiranno ritardi. Ciò costringerebbe quindi il governo a navigare a vista e indurrebbe la Federal Reserve alla cautela.

L’oro e l’argento continuano la loro corsa al rialzo in un contesto di tensioni

Tra crisi interne, tensioni legate alla Groenlandia e dichiarazioni sensazionali di Donald Trump, il clima geopolitico è esplosivo. Ciò ha alimentato l’interesse per i metalli preziosi: l’oro ha battuto un record dopo l’altro negli ultimi mesi.

Il prezzo dell'oro ha superato la soglia dei 5.000 dollari per la prima volta questa settimana

Il prezzo dell’oro ha superato la soglia dei 5.000 dollari per la prima volta questa settimana

Stesso scenario per l’argento, anch’esso in continua ascesa dalla fine del 2025. L’oncia d’argento ha registrato un’impennata ieri, raggiungendo i 1.176,5 dollari, un livello di prezzo senza precedenti. Per quanto riguarda il Bitcoin, continua a mostrare segni di esitazione: nelle ultime 24 ore ha registrato un aumento dello 0,01%.

Sorprendentemente, Wall Street sembra poco influenzata dalla crisi in corso. Sia il Nasdaq che l’S&P 500 hanno chiuso ieri in rialzo. Se le turbolenze americane tendono a scuotere i mercati, esiste ormai anche un’altra realtà: questi ultimi si stanno abituando a una nuova normalità. La politica di gestione della crisi da parte dell’amministrazione americana sta quindi cambiando profondamente il modo in cui i mercati reagiscono.

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