L’adozione del Bitcoin si è manifestata in vari modi sin dalla sua creazione e ora è presente nel 60% delle principali istituzioni bancarie statunitensi. Un atteggiamento favorevole confermato dal fondatore di Coinbase, in seguito alla sua partecipazione al Forum di Davos.
Le banche statunitensi adottano il Bitcoin
Dall’approvazione storica, nel gennaio 2024, dei suoi ETF spot sul mercato azionario statunitense, il Bitcoin ha innescato una trasformazione istituzionale senza precedenti, ormai ampiamente radicata nella finanza tradizionale. Ciò è sufficiente a motivare alcuni oppositori a rivedere le proprie ambizioni in relazione a questa criptovaluta emblematica.
Una situazione particolarmente evidente nel settore bancario, con numerosi leader statunitensi – e in particolare i loro dirigenti – storicamente piuttosto (molto) riluttanti ad aprirsi a questo settore. Ma non avevano fatto i conti con l’incrollabile motivazione dei loro clienti ad accedere a queste promettenti cripto-attività.
Si è comunque dovuto attendere la promessa di una legislazione favorevole alle criptovalute promossa dall’amministrazione Trump per aprire davvero le porte all’adozione bancaria del Bitcoin. Ciò al punto da coinvolgere ormai il 60% delle maggiori banche americane, secondo l’ultima stima della struttura di analisi River, pubblicata sulla rete X.

Offerte Bitcoin proposte dalle 25 maggiori banche statunitensi
Nell’attuale top 10 delle maggiori banche statunitensi, 7 offrono già – o hanno annunciato di volerlo fare – prodotti legati al Bitcoin, la maggior parte dei quali è riservata esclusivamente ai loro clienti più facoltosi (High Net Worth – HNW). Solo 10 operatori del settore sui 25 citati non offrono nulla al momento, il che rappresenta un tasso di adozione del 60%.
Per quanto riguarda la classifica delle «Big Four», solo Bank of America rimane per il momento restia, mentre il leader mondiale JPMorgan prevede di offrire trading spot e derivati su criptovalute ai propri clienti istituzionali a partire dallo scorso dicembre.
«La maggior parte è molto favorevole alle criptovalute e le considera un’opportunità»
Una constatazione fatta anche dal fondatore della piattaforma di scambio di criptovalute Coinbase, Brian Armstrong, in occasione della sua partecipazione al Forum economico mondiale di Davos, tenutosi in Svizzera dal 19 al 23 gennaio scorso.
Infatti, questo attore emblematico dell’ecosistema delle criptovalute non ha mancato di sondare il terreno presso alcuni dirigenti delle più grandi banche americane, in merito alla loro apertura nei confronti del Bitcoin, ma anche del mercato delle criptovalute nel suo complesso.
La maggior parte di loro è in realtà molto favorevole alle criptovalute e le considera un’opportunità. Alcuni non sono ancora del tutto convinti, ma uno dei CEO di una banca mondiale tra le prime 10 mi ha detto che le criptovalute sono la loro priorità numero uno e che le percepiscono come una questione esistenziale.
Brian Armstrong
L’ultimo arrivato in questa corsa non è altro che il colosso UBS (al 22° posto di questa classifica), con un annuncio ufficializzato ieri riguardo alla sua intenzione di proporre Bitcoin ed Ether ai propri clienti facoltosi.
La questione non è più se, ma quando i più restii seguiranno…