Investendo l’1% del suo fondo sovrano nel Bitcoin, il Lussemburgo prende posizione sul futuro della finanza. Un’iniziativa senza precedenti in Europa, sostenuta dal ministro delle Finanze, che vede nel Bitcoin uno strumento fondamentale per la trasformazione digitale dei sistemi finanziari.
La finanza lussemburghese adotta il Bitcoin
Nel mese di ottobre 2025, il Lussemburgo è diventato il primo paese dell’eurozona a investire parte del proprio fondo sovrano in un paniere di diversi ETF Bitcoin. Questo investimento rappresenta circa l’1% del portafoglio del Fondo sovrano intergenerazionale (FSIL).
Il Lussemburgo si posiziona quindi come uno dei principali attori della finanza digitale all’interno dell’Unione Europea.
In una recente dichiarazione per Tresaury, una società europea di tesoreria, il ministro delle Finanze ha affermato che il Paese non solo deve comprendere e adottare Bitcoin, ma anche utilizzarlo attivamente, perché “sarà il futuro della finanza”.
“We have to embrace it, understand it, and use Bitcoin, it will be the future of finance.” @RothGilles
Un chiaro segnale dal cuore del settore finanziario europeoIl cambiamento è in atto pic.twitter.com/FGXOJ4Bg0A
— Treasury (@Treasury_BTC) 5 gennaio 2026
Alla domanda sulla capacità del Lussemburgo di adattarsi a un mondo in cui il Bitcoin gioca un ruolo più importante, il ministro ha risposto senza esitazione: “Sì, ci crediamo”.
Sì, ci crediamo perché siamo all’avanguardia nel settore finanziario, assicurativo e riassicurativo e vogliamo essere all’avanguardia anche nella finanza digitale. Disponiamo già di un quadro giuridico che soddisfa tutte le esigenze in materia di asset digitali, finanza digitale, tokenizzazione, blockchain, ecc. E vorremmo diventare leader mondiali in questo settore.
Ha sottolineato la posizione strategica del suo paese nei settori della finanza, delle assicurazioni e delle riassicurazioni, ed ha espresso la sua ambizione di vedere il paese diventare leader mondiale anche nella finanza digitale. Ha poi sottolineato che il Lussemburgo dispone già di un quadro giuridico favorevole alle attività digitali e alla tokenizzazione.
Quando gli Stati si affrettano a mettere al sicuro il Bitcoin nell’ombra
Mentre il Lussemburgo ufficializza l’adozione del Bitcoin tramite gli ETF, altre nazioni adottano un approccio simile.
El Salvador, ad esempio, ha adottato una legge sul Bitcoin nel 2021 che ne legalizza l’uso quotidiano, costituendo al contempo una riserva strategica di oltre 7.500 BTC, pari a oltre 700 milioni di dollari. Da parte sua, il Bhutan ha discretamente sfruttato le sue eccedenze di elettricità per minare Bitcoin, accumulando oltre 10.000 BTC, che rappresentano più di un quarto del suo PIL annuale.
Anche gli Stati Uniti hanno ufficializzato il possesso di una riserva di BTC proveniente da sequestri giudiziari. Tuttavia, questa riserva rimane parzialmente congelata in attesa dell’esito dei procedimenti in corso. Infine, il caso del Venezuela suscita numerose speculazioni: secondo alcune fonti, il Paese potrebbe detenere fino a 600.000 BTC, pari a 60 miliardi di dollari. Il regime di Nicolás Maduro, recentemente rovesciato dagli Stati Uniti, avrebbe convertito parte delle sue riserve auree in Bitcoin e utilizzerebbe la blockchain come strumento per aggirare le sanzioni internazionali da diversi anni.