Una tempesta invernale con condizioni estreme sta attualmente colpendo gli Stati Uniti, mettendo a dura prova la rete elettrica. In questo contesto, i miner di Bitcoin hanno deciso di spegnere i loro macchinari, causando un calo significativo dell’hashrate. Facciamo il punto della situazione…
I miner americani di Bitcoin si adattano alla tempesta invernale
Gli Stati Uniti stanno attualmente affrontando una tempesta invernale di rara intensità, con temperature degne di un freddo polare che hanno causato più di una dozzina di morti negli ultimi giorni. Una situazione che mette a dura prova la rete elettrica, al fine di soddisfare la domanda nazionale.
In questo contesto particolare, i miner di Bitcoin decidono – o sono fortemente incoraggiati – ad attuare una strategia di cancellazione, che consiste nello scollegare parte delle loro macchine per alleggerire la rete. E poiché gli Stati Uniti ospitano i più importanti attori di questo settore, ciò si ripercuote inevitabilmente sul suo hashrate.
Una situazione sottolineata dal fondatore della struttura di analisi on-chain CryptoQuant, Ki Young Ju, sulla rete X, con un calo significativo di oltre il 30% di questa potenza di calcolo negli ultimi giorni, che l’ha fatta precipitare sotto il livello di 700 exahash al secondo (EH/s) il 25 gennaio.

Di fronte a questa tempesta storica, la blockchain di Bitcoin funziona quindi a rallentatore, a seguito di un calo globale significativo del suo hashrate per tutti i suoi attori americani, al punto da comportare un tempo di produzione dei suoi blocchi aumentato a più di 12 minuti – contro i 10 minuti medi in una situazione normale – e una produzione di BTC notevolmente ridotta.
L’hashrate del leader FoundryUSA crolla del 60%
Questo calo della potenza di calcolo assegnata alla blockchain di Bitcoin colpisce in modo particolare alcuni attori di questo settore, come il leader FoundryUSA, che ha visto il suo hashrate registrare un calo molto significativo dell’ordine del 60% dalla fine della scorsa settimana, pari a circa 200 EH/s.
Anche altri attori americani del settore registrano cali significativi, come ad esempio la società Luxor, che ha visto il suo hashrate passare da 45 EH/s a meno di 20 EH/s nello stesso periodo.

Tuttavia, la resilienza della blockchain di Bitcoin sta già iniziando a manifestarsi, con una potenza di calcolo che nelle ultime ore ha registrato un ritorno al rialzo sopra i 900 EH/s e un riadeguamento della difficoltà già in corso.
Questa situazione estrema dimostra la capacità dell’industria mineraria Bitcoin di adattare rapidamente il proprio consumo energetico in base allo stato della rete e alla quantità di elettricità effettivamente disponibile, diventando così i principali attori della sua stabilizzazione e della sua maggiore redditività.