Il protocollo di punta della DeFi, Aave, è alle prese con una guerra interna sulla gestione della propria governance, che vede contrapposti il suo DAO e i responsabili della struttura Aave Labs. Un conflitto emblematico della finanza decentralizzata che potrebbe ben diventare un precedente nel settore.
Aave DAO vs Aave Labs: conflitto di governance all’interno della DeFi
All’interno della finanza decentralizzata (DeFi), il protocollo Aave si presenta come un attore imprescindibile con il suo sistema di prestiti e finanziamenti, al punto da diventare uno dei più redditizi con un valore totale bloccato (TVL) stimato a 33,5 miliardi di dollari e «veri ricavi ricorrenti a livello di protocollo» generati dalla sua DAO.
Una situazione apparentemente positiva che potrebbe però rappresentare il suo problema più grave al momento, mentre un conflitto oppone questa entità decentralizzata composta dai possessori di token AAVE alla struttura – in questo caso centralizzata – incaricata dello sviluppo della sua interfaccia e dei suoi prodotti, Aave Labs.
All’origine della controversia c’è la distrazione delle commissioni di swap a vantaggio di Aave Labs, avviata in seguito alla selezione del DEX CoWSwap come aggregatore predefinito su Aave.com. Una perdita di entrate annuali stimata in 10 milioni di dollari per la DAO di Aave, presentata come una «privatizzazione furtiva» dal fondatore di Aave Chan Initiative, Marc Zeller.
Per semplificare: la DAO è il motore, mentre gli asset del marchio e i canali di distribuzione sono la vetrina e l’insegna. Il problema non si riduce all’esistenza delle aziende private. Le aziende private possono e devono creare prodotti. Il problema inizia quando un attore privato controlla unilateralmente la vetrina e l’insegna, mentre è l’ecosistema della DAO a mantenere il motore in funzione.
Marc Zeller
Chi possiede realmente il protocollo Aave?
Infatti, alla luce delle numerose reazioni, il problema non si limita più al caso CoWSwap, ma riguarda piuttosto la questione di chi sia il vero proprietario del protocollo Aave.
Tanto più se si considera, come spiega Marc Zeller, che «la maggior parte dell’operatività quotidiana è stata assicurata dall’ecosistema di fornitori della DAO», non come semplice «manutenzione», ma sotto forma di «crescita attiva e cumulativa della quota di mercato e della generazione di ricavi».
Allo stesso tempo, la situazione degenera al punto da vedere emergere proposte successive relative al sequestro dei marchi registrati, dei domini e dei social network di Aave da parte della sua DAO.
Di fronte a questa situazione, Aave Labs ha cercato di reagire il 23 dicembre proponendo in fretta e furia una votazione su una proposta di “brand seizure” volta a cedere tali poteri (beni di marca, domini, social media, diritti sul nome, GitHub) alla DAO di Aave, che il suo autore – l’ex CTO di Aave Labs con lo pseudonimo di Ernesto – non ha nemmeno approvato.
Non era mia intenzione sottoporre la votazione mentre la comunità stava ancora conducendo una sana discussione sull’argomento, con punti preziosi che emergevano continuamente. Questo infrange tutti i codici di fiducia con la comunità. La governance pubblica deve rimanere aperta alla discussione, anche se a volte è difficile. Cercare di affrettare una votazione è vergognoso.
Ernesto
Calo del token AAVE: la vera risposta della comunità?
Come applicare un voto della comunità in un contesto di crisi in cui emergono continuamente nuove opinioni sull’argomento? Soprattutto in modo affrettato, quando si sa che questo potere può essere influenzato tramite una delega significativa di token. In altre parole, i recenti acquisti di token AAVE effettuati dal fondatore del protocollo Aave, Stani Kulechov, identificati dall’account X Lookonchain, rischiano di alimentare ancora un po’ di più il dibattito su questo argomento.
Nel frattempo, il punto centrale di queste discussioni si sta ora orientando verso il modello operativo del protocollo Aave, basato su una struttura a doppia guida di tipo token/equity ritenuta «fondamentalmente inoperante» a causa del coinvolgimento congiunto – ma non necessariamente cooperativo – della DAO e della società Aave Labs. Una questione fondamentale all’interno dell’ecosistema DeFi.
E mentre la comunità Aave si infiamma, il token AAVE registra da parte sua un calo significativo di quasi il 20% negli ultimi giorni, che lo rende uno dei meno performanti dell’attuale top 100 in questo periodo, pur figurando allo stesso tempo in cima alle tendenze del momento.

Il token AAVE registra un calo significativo negli ultimi 7 giorni
Non sarebbe forse questo, in fin dei conti, uno dei pochi dati reali da prendere in considerazione per cercare di trovare una soluzione rapida e condivisa a questo dibattito?