L’attuale calo del Bitcoin non giova affatto alle Digital Asset Treasuries (DAT) specializzate nell’accumulo della più iconica delle criptovalute. Una realtà che spinge persino il CEO del leader del settore, Strategy, a prendere in considerazione la vendita di una parte dei propri BTC per pagare i dividendi agli azionisti.
Strategy non ha nulla a che vedere con uno «schema Ponzi iper-diluente»
L’attuale calo del mercato delle criptovalute impone un vero e proprio stress test su vasta scala per il settore delle Digital Asset Treasuries (DAT), il cui sviluppo ha registrato un’accelerazione senza precedenti dall’inizio dell’anno.
Infatti, queste società quotate in borsa, diventate specialiste nell’accumulo di criptovalute — con strutture finanziarie a volte (molto) traballanti — si trovano in una posizione davvero difficile di fronte ad azionisti alla ricerca di rendimenti maggiori grazie a rapporti di detenzione per azione (mNAV) apparentemente allettanti.
Una realtà di fronte alla quale il CEO di Strategy, Phong Le, ha tuttavia voluto rassicurare durante un recente intervento al microfono del podcast What did Bitcoin. Infatti, egli spiega come la sua azienda, con i suoi 648.870 BTC attualmente in portafoglio, non abbia nulla a che vedere con lo «schema Ponzi iper-diluente» frutto della «ginnastica mentale» di alcuni osservatori.
Così come abbiamo introdotto le persone al debito garantito da Bitcoin, ora le introduciamo al credito garantito da Bitcoin, e siamo solo all’inizio. Ritengo che, in un futuro prevedibile, si parlerà ancora di un rendimento annualizzato compreso tra il 40% e il 50% su un periodo di 4 o 5 anni.
Phong Le
Potrebbe essere un modo per rassicurare, di fronte al forte calo del titolo MSTR di quasi il 60% dal suo picco dello scorso luglio? La domanda sorge spontanea, tanto più alla luce della prospettiva della sua possibile esclusione dagli indici Nasdaq 100 e MSCI USA all’inizio del prossimo anno.

Il titolo MSTR di Strategy registra un calo significativo negli ultimi mesi
Vendere Bitcoin per pagare i dividendi
Una situazione delicata, ampiamente accelerata dall’attuale calo del prezzo del BTC, tornato sotto i 90.000 dollari all’inizio di questa settimana. L’occasione per interrogarsi ancora una volta sulla possibilità che Strategy inizi a vendere Bitcoin, nonostante la recente smentita di Michael Saylor.
Uno scenario che ora appare chiaramente plausibile, secondo Phong Le, ma solo come ultima risorsa.
Si possono vendere Bitcoin e lo si farebbe se si dovesse finanziare i dividendi quando l’mNAV scende sotto 1x. Sarebbe un’ultima risorsa: matematicamente corretta, ma narrativamente delicata.
Phong Le
Il problema? Questo valore mNAV si trova già al di sotto del livello di 1x dal 12 novembre, secondo i dati del sito Strategy Tracker. Vale a dire quasi esattamente nel momento in cui sono emersi sui social sospetti di vendita di BTC, a seguito di una serie di trasferimenti effettuati da Strategy.

L’mNAV di Strategy si attesta al di sotto del livello di 1x
Come sottolinea Phong Le, l’annuncio ufficiale di una procedura di vendita di Bitcoin potrebbe avere un impatto psicologico significativo sul mercato. Egli cerca tuttavia di rassicurare spiegando che «se Bitcoin supera l’S&P 500, Strategy ne trarrà vantaggio».
Nuovo problema: il BTC registra un calo del 10% nell’ultimo anno, contro un aumento del 13% per l’S&P 500.