Monero sembra trarre pieno vantaggio dall’attuale fermento nel settore delle criptovalute private, con un rialzo superiore al 50% negli ultimi 7 giorni. Ciò è bastato a motivare il trader Peter Brandt a investire in questo «denaro digitale».
Peter Brandt promuove Monero (XMR)
L’oro si impone senza alcun dubbio come il primo asset mondiale, con una valutazione stimata a 32.000 miliardi di dollari. Uno status che spetta di fatto, nella sua versione digitale, al leader indiscusso del settore delle criptovalute: l’immancabile e leggendario Bitcoin.
Una scelta ovvia per il primo gradino del podio, che diventa immediatamente più discutibile quando si tratta del secondo posto, anche se, per quanto riguarda gli asset tradizionali, attualmente spetta all’argento con i suoi 5.130 miliardi di dollari, grazie al suo balzo del 90% registrato nelle ultime settimane.
Un dibattito in cui il famoso trader Peter Brandt ha appena fatto un ingresso di grande effetto sulla rete X, dichiarando di aver acquistato Monero per approfittare del suo attuale trend rialzista. Una strategia che si baserebbe essenzialmente su alcune somiglianze tra il corso dell’XMR e quello dell’argento (grafici alla mano).
Ho acquistato un po’ di XMR grazie a questo grafico. Ma non ditelo a nessuno. Non deve mai trapelare che ogni tanto realizzo dei profitti. I troll devono credere che io non abbia successo nel trading.
Peter Brandt

Confronto tra il grafico di Monero ($XMR) e quello dell’argento
Un «argento digitale» che cavalca l’onda dell’hype delle criptovalute private
Peter Brandt sta promuovendo Monero per la sua capacità di rivendicare lo status di argento digitale, o più semplicemente per promuovere il suo investimento nella speranza di alimentare ancora un po’ di più l’attuale tendenza al rialzo? La domanda merita di essere posta, proprio mentre il grafico dell’XMR invita soprattutto a non affrettarsi.
Infatti, l’aumento di Monero si inserisce pienamente nel clamore che sta attualmente interessando il settore delle criptovalute private, in particolare trainato da Zcash (ZEC), prima che questo eccesso di successo andasse visibilmente alla testa dei suoi sviluppatori, al punto da innescare una scissione all’interno dei team dell’Electric Coin Company (ECC) incaricati del suo
Una vicenda all’origine di un calo significativo del corso dello ZEC, di oltre il 40% dal suo picco di novembre a 700 dollari, che sembra aver spostato l’attenzione degli investitori alla ricerca di narrazioni da sfruttare sull’XMR, in rialzo di quasi il 60% dall’annuncio della guerra interna che sta colpendo lo Zcash.
Ciononostante, alcuni analisti considerano l’attuale aumento di interesse per le privacy coin non come una moda passeggera, ma piuttosto come l’espressione di un’evoluzione logica del settore delle criptovalute volta a far fronte a una sorveglianza sempre più intensa da parte delle autorità di controllo mondiali.
Non saranno certo gli operatori del settore crypto statunitense a smentirlo, alla luce delle numerose derive emerse nella legislazione sulle criptovalute attualmente in fase di elaborazione negli Stati Uniti.