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World Liberty Financial: un’estrazione di valore per i suoi dirigenti a scapito dei detentori di WLFI

by Thomas

Il progetto World Liberty Financial della famiglia Trump solleva interrogativi sulla sua effettiva utilità e sulle sue reali ambizioni. Si tratterebbe semplicemente di un’enorme macchina per estrarre valore per i suoi dirigenti, a scapito dei detentori di WLFI?

World Liberty Financial: una macchina per estrarre valore per i suoi dirigenti?

Il progetto World Liberty Financial è stato lanciato nel settembre 2024 dalla famiglia Trump, mentre l’attuale presidente degli Stati Uniti era ancora in campagna elettorale. Si tratta di un protocollo inscritto nella finanza decentralizzata (DeFi) la cui utilità effettiva è apparsa subito difficile da determinare, in ogni caso molto più della sua evidente volontà di vendere massicciamente i propri token WLFI nativi.

Una vendita iniziale che avrà difficoltà a trovare investitori in un primo momento, per poi riscuotere un notevole successo durante l’insediamento ufficiale di Donald Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2025, in parallelo al surreale lancio delle memecoin presidenziali TRUMP e MELANIA.

Dal suo lancio, il prezzo del WLFI ha cercato di mantenersi intorno a 0,15 dollari, registrando tuttavia un calo di quasi il 30% in questo periodo. Allo stesso tempo, la stragrande maggioranza dei suoi possessori “si trova di fronte a un blocco e non ha accesso ai propri token dal TGE (distribuzione iniziale del token), con l’impossibilità di votare per lo sblocco fino a quando il team non lo autorizza”.

Il prezzo del WLFI registra un calo del 30% dal suo lancio

Una realtà nuovamente messa in luce dal trader specializzato in DeFi, che risponde con lo pseudonimo di DeFi^2 sulla rete X, in un post in cui desidera «richiamare l’attenzione su un preoccupante voto di governance organizzato da World Liberty Financial questo mese, che sembra segnare l’inizio di una progressiva estrazione di valore condotta dal team a scapito dei possessori di WLFI».

I dirigenti (di World Liberty Financial) hanno presentato una proposta di crescita di 1 USD che, a prima vista, sembra piuttosto innocua. Ma solleva una domanda: perché farebbero di tutto per imporre questa votazione, invece di sostenere lo sblocco del token WLFI richiesto dalla maggioranza dei suoi possessori?

DeFi^2

“Diventa difficile percepire il valore intrinseco del token WLFI”

Perché bisogna riconoscere una cosa: il progetto World Liberty Financial ha almeno un’utilità effettiva, quella di sostenere lo sviluppo della sua stablecoin USD1. Un’attività che trae pieno vantaggio dalle partnership e dalle alleanze politiche messe in atto da Donald Trump, come nel recente caso della sua adozione strategica da parte del Pakistan.

Una motivazione tanto più importante in quanto «il 75% dei ricavi del protocollo va alla famiglia Trump e il 25% alla famiglia Witkoff», mentre «i possessori di WLFI non hanno diritto ad ALCUN ricavo dal protocollo». Ciò spinge i dirigenti di World Liberty Financial e i loro partner a forzare l’adozione di questa proposta relativa alla stablecoin USD1, contro l’opposizione iniziale espressa dalla sua comunità.

Dettaglio del white paper di World Liberty Financial

La logica appare inesorabile: “i dirigenti impongono un voto per vendere i token WLFI a scapito dei possessori di token bloccati, al fine di finanziare i ricavi del protocollo che spettano loro direttamente”. E l’ultima parola spetta a DeFi^2:

Diventa difficile percepire il valore intrinseco del token WLFI valutato 17 miliardi di dollari, quando non implica alcun potere di governance reale, nessuna condivisione dei ricavi e subisce una pressione di vendita da parte della fondazione a proprio vantaggio.

DeFi^2

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