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Monero: denaro digitale? È quello che dice questo leggendario trader

by Thomas

Il Monero sembra trarre pieno vantaggio dall’attuale hype sul settore delle criptovalute riservate, con un aumento superiore al 50% negli ultimi 7 giorni. Questo ha motivato il trader Peter Brandt a investire in questo “denaro digitale”.

Peter Brandt promuove Monero (XMR)

L’oro si impone senza alcun dubbio come il primo asset mondiale, con una valutazione stimata in 32.000 miliardi di dollari. Uno status che, nella sua versione digitale, spetta di diritto al leader indiscusso del settore delle criptovalute: l’immancabile e leggendario Bitcoin.

Una certezza per il primo gradino del podio che diventa subito più discutibile quando si tratta del secondo posto, anche se, per quanto riguarda gli asset tradizionali, attualmente spetta all’argento con i suoi 5.130 miliardi di dollari dopo il balzo del 90% registrato nelle ultime settimane.

Un dibattito in cui il famoso trader Peter Brandt ha appena fatto un ingresso di rilievo sulla rete X, dichiarando di aver acquistato Monero per approfittare della sua attuale tendenza al rialzo. Una strategia che si baserebbe essenzialmente su alcune somiglianze tra il prezzo dell’XMR e quello dell’argento (grafici a sostegno).

Ho acquistato un po’ di XMR a causa di questo grafico. Ma non ditelo a nessuno. Non devono mai sapere che ogni tanto realizzo dei profitti. I troll devono credere che non ho successo nel trading.

Peter Brandt

Confronto tra il grafico del Monero ($XMR) e quello dell'argento

Una “moneta digitale” che cavalca l’onda del successo delle criptovalute riservate

Peter Brandt sta promuovendo Monero per la sua capacità di rivendicare lo status di moneta digitale o semplicemente per promuovere il suo investimento nella speranza di alimentare ulteriormente l’attuale tendenza al rialzo? La domanda merita di essere posta, anche se il grafico di XMR invita soprattutto a non affrettarsi.

Infatti, l’aumento di Monero rientra pienamente nell’hype che sta attualmente interessando il settore delle criptovalute riservate, in particolare guidato da Zcash (ZEC) prima che questo eccessivo successo salisse visibilmente alla testa dei suoi sviluppatori, al punto da innescare una scissione all’interno dei team della Electric Coin Company (ECC) incaricati del suo sviluppo.

Un evento che ha causato un calo significativo del prezzo dello ZEC, di oltre il 40% dal suo picco di novembre a 700 dollari, che sembra aver spostato l’attenzione degli investitori alla ricerca di narrazioni da sfruttare sullo XMR, in aumento di quasi il 60% dall’annuncio della guerra interna che ha colpito Zcash.

Ciononostante, alcuni analisti considerano l’attuale aumento di interesse per le privacy coin non come una moda passeggera, ma piuttosto come l’espressione di un’evoluzione logica del settore delle criptovalute per far fronte a una sorveglianza sempre più importante da parte delle autorità di controllo mondiali.

Non saranno certo gli attori americani del settore delle criptovalute a dire il contrario, dopo che sono state messe in luce numerose derive nella legislazione sulle criptovalute in fase di elaborazione negli Stati Uniti.

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