Da ottobre, il prezzo dell’argento continua a battere i suoi record storici. Quali sono le ragioni che possono spiegare questo aumento e quanto è sostenibile?
Il prezzo dell’argento continua a battere record
Ogni giorno da ottobre, il prezzo dell’argento sembra battere un nuovo massimo storico (ATH), al punto che il famoso metallo prezioso ha toccato gli 84 dollari l’oncia questa notte, prima di scendere a 75,63 dollari al momento della stesura di questo articolo.
Mentre l’argento sembra chiudere il 2025 con un rialzo di quasi il 162%, l’ATH a quasi 50 dollari, che resisteva dall’aprile 2011, è stato finalmente superato di gran lunga, ponendo fine a 14 anni di performance discutibili:

Con un tale aumento, l’argento è salito sul podio delle attività più capitalizzate al mondo, subito dietro NVIDIA, sebbene sia comunque 7,3 volte meno capitalizzato dell’oro:

Ci sono diverse ragioni che possono spiegare questo fenomeno, a cominciare da un aumento generalizzato dei metalli preziosi. Ad esempio, anche l’oro ha raggiunto livelli record, in crescita dalla primavera del 2024. Da parte sua, il platino, in crescita dal mese di aprile, ha brevemente superato il suo ATH questa notte prima di correggersi leggermente, mentre il rame sfiora il suo record di luglio.
Pertanto, le prospettive di un calo dei tassi e la potenziale accelerazione dell’inflazione che ne deriverebbe possono motivare il mercato a rivolgersi in anticipo ai valori rifugio.
Per quanto riguarda specificamente l’argento, alla fine di ottobre la Cina ha annunciato nuove regole che si traducono in una restrizione delle esportazioni di argento, tungsteno e antimonio a partire da gennaio. È proprio da questo annuncio che l’aumento ha conosciuto un nuovo slancio.
Su X, alcuni sembrano essersi svegliati solo oggi, considerando l’annuncio della Cina come una notizia dell’ultima ora. Lo stesso Elon Musk ha commentato questo fine settimana: “Non va bene. L’argento è necessario in molti processi industriali”.
Infatti, l’argento trova applicazione in molte tecnologie che dipendono dall’elettricità, tra cui l’automobile e i data center.
Sebbene sia impossibile prevedere fino a quando proseguirà l’attuale aumento, è comunque opportuno adottare le consuete precauzioni. Indipendentemente dalla pertinenza delle ragioni citate in precedenza, con il rialzo dell’oro, possiamo anche chiederci se non vi sia un’inerzia che si propaga naturalmente agli altri metalli preziosi, creando così una bolla speculativa. In questa ipotesi, i fattori di rialzo, come l’anticipazione di un calo dei tassi o l’aumento dei prezzi nell’industria, potrebbero quindi essere già integrati nei prezzi, e i nuovi entranti che si lasciano andare alla paura di perdere l’occasione (FOMO) potrebbero quindi pagare i profitti degli investitori in uscita.
Per coloro che desiderano prendersi la loro fetta di torta, sarà quindi necessario rispettare una rigorosa gestione del rischio.