Donald Trump era un uomo d’affari prima di diventare una figura politica di primo piano. Tuttavia, è proprio la sua carriera politica che sembra alimentare in gran parte il suo patrimonio personale, di cui una parte stimata al 43,5% proviene direttamente dalle sue attività crypto.
Presidente degli Stati Uniti: una posizione molto redditizia
L’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca coincide con una nuova considerazione del settore delle criptovalute nel panorama economico e finanziario degli Stati Uniti. Si tratta di un importante passo avanti per lo sviluppo dell’ecosistema a livello globale, ma anche per il patrimonio personale del presidente degli Stati Uniti.
Una situazione evidenziata in un recente rapporto pubblicato dal media The New Yorker, riguardante le fortune accumulate da Donald Trump grazie alla sua attuale posizione. Una pratica condotta su molti fronti, senza alcuna forma di restrizione, da quando ha scoperto che il suo status gli permette di eludere il principio del conflitto di interessi.
Secondo le stime di Forbes, il patrimonio netto di Donald Trump sarebbe raddoppiato nell’ultimo anno, raggiungendo i 5 miliardi di dollari. Il Times parlava di 10 miliardi di dollari lo scorso giugno. Una cosa è certa: “miliardi di dollari di profitti contabili andrebbero quasi certamente in fumo se i Trump si ritirassero da alcuni investimenti”.
Una constatazione che porta direttamente ai numerosi progetti con il marchio Trump nel settore delle criptovalute. Il più popolare è senza dubbio il protocollo DeFi World Liberty Financial (WLFI), il cui successo si basa in gran parte sul solo nome del presidente degli Stati Uniti, ma non è necessariamente il più redditizio.
Donald Trump fa fortuna con le criptovalute
In totale, il patrimonio in criptovalute di Donald Trump è attualmente stimato in 2,4 miliardi di dollari. Una cifra che rappresenterebbe il 43,5% della ricchezza accumulata nel corso della sua carriera politica, distribuita in 6 progetti distinti:
- Società mineraria American Bitcoin: 13 milioni di dollari;
- Collezioni di NFT: 14,4 milioni di dollari;
- Operazioni in criptovalute con gli Emirati Arabi Uniti: 243 milioni di dollari;
- Memecoin TRUMP: 385 milioni di dollari.
- Vendita di token WLFI: 412,5 milioni di dollari;
- Liquidità in Bitcoin di Trump Media and Technology Group: 1,3 miliardi di dollari;

Un’attività imprenditoriale nel settore delle criptovalute che solleva numerose domande su possibili conflitti di interesse. Soprattutto se si considera che il patrimonio di Donald Trump in questo settore rappresenta quasi la metà della sua fortuna personale, secondo le stime della rivista americana Forbes.
Interrogativi che riguardano anche la volontà del presidente degli Stati Uniti di accelerare una regolamentazione del settore delle criptovalute che potrebbe alla fine servire i suoi interessi diretti prima di quelli dell’ecosistema. Basta vedere come il disegno di legge GENIUS Act è stato approvato proprio nel momento in cui World Liberty Financial ha lanciato la sua stablecoin nativa USD1 in modo molto opportuno.
Un “amore per le criptovalute” espresso da Eric Trump, la cui origine è stata identificata dal New Yorker dopo l’attacco al Campidoglio condotto dai suoi sostenitori nel 2021. Un evento a seguito del quale le grandi banche – come il loro principale finanziatore Deutsche Bank – hanno semplicemente abbandonato Donald Trump. L’occasione per affermare in una recente conferenza sulle criptovalute che “le banche hanno commesso l’errore più grande della loro vita”.