Il produttore francese di chip IoT Sequans Communications ha appena concluso, l’8 luglio 2025, un finanziamento privato di 384 milioni di dollari per acquistare Bitcoin e renderlo il pilastro della propria tesoreria. Un’ulteriore prova, se ce ne fosse bisogno, che le aziende puntano sempre più sul Bitcoin, e ora anche le industrie.
Una raccolta fondi ibrida orientata al Bitcoin
Sequans è chiaramente convinta del potenziale del Bitcoin e ha deciso di investire per renderlo la parte più consistente della propria liquidità. A tal fine, la società francese ha appena concluso (con successo!) una raccolta fondi che combina diversi tipi di finanziamento. L’aveva annunciata lo scorso 24 giugno ed è riuscita a chiudere con l’importo desiderato.
In primo luogo, l’azienda quotata alla Borsa di New York e di Parigi ha venduto 139.444.614 American Depositary Shares (certificati che rappresentano le sue azioni e negoziati negli Stati Uniti) al prezzo unitario di 1,40 dollari. Parallelamente, la società ha raccolto 189 milioni di dollari grazie a obbligazioni convertibili (prestiti che potranno essere convertiti in azioni nel 2028). A ciò si aggiungono buoni che danno diritto a ulteriori 57,6 milioni di dollari se tutti vengono esercitati.
Con la chiusura di questa operazione, potremo implementare la nostra strategia di tesoreria in Bitcoin. Siamo convinti che le proprietà uniche del Bitcoin rafforzeranno la nostra resilienza finanziaria e creeranno valore a lungo termine per i nostri azionisti.
Gli acquisti saranno eseguiti da Swan Bitcoin, fornitore americano di servizi istituzionali, che garantirà la custodia, la liquidità e il monitoraggio di questa operazione.
Sequans sulle orme dei leader del Bitcoin
Con l’acquisizione di una riserva di Bitcoin, Sequans segue l’esempio di altre aziende, come Strategy, che ora detiene quasi 600.000 Bitcoin, pari a oltre 64 miliardi di dollari al tasso di cambio attuale. Va detto che il contesto è favorevole per la prima criptovaluta al mondo: il prezzo del Bitcoin oscilla attualmente intorno ai 109.000 dollari, a meno del 3% dal suo record assoluto, mentre è entrata in vigore la normativa MiCA per gli emittenti europei.
Il direttore Georges Karam, da parte sua, assicura di aver già riflettuto sulla volatilità del Bitcoin:
Il nostro core business genera un flusso di cassa sufficiente; la quota destinata al Bitcoin rimarrà limitata e non ostacolerà i nostri investimenti in R&D [ricerca e sviluppo].
Una dichiarazione che contrasta con la consueta cautela di un settore come quello dei semiconduttori. Va detto che, di fronte all’incertezza economica mondiale (in particolare con Donald Trump che sta scuotendo il commercio internazionale e i mercati con i suoi annunci sui dazi doganali), diverse aziende tecnologiche stanno iniziando a vedere nel Bitcoin un modo per diversificare le loro riserve e proteggersi dall’inflazione.