Il Bitcoin sta entrando in una fase ribassista, trainata da un contesto macroeconomico meno favorevole agli asset rischiosi. Sebbene sia stato raggiunto un primo livello tecnico che potrebbe provocare un rimbalzo, è ancora possibile che il movimento prosegua fino alla soglia che potrebbe mettere in discussione il trend mensile.
Revisione delle proiezioni di politica monetaria
Martedì 18 novembre 2025, alle 10:54, il Bitcoin viene scambiato a circa 91.100 dollari, dopo diversi giorni di forte calo.
Molti si interrogano sulle attuali dinamiche di mercato, in particolare sui fattori all’origine di questo calo.
Non è sfuggito a nessuno che questa fase di contrazione dei prezzi non si limita alle criptovalute. Tutti gli asset rischiosi ne risentono, compreso l’oro, il bene rifugio per eccellenza, che sta entrando anch’esso in una fase di consolidamento. La cancellazione della pubblicazione dei dati macroeconomici per il mese di ottobre, conseguenza diretta della mancata raccolta durante il periodo di blocco del bilancio, getta i mercati, così come la banca centrale, nell’incertezza.
In questo contesto, il calo dei tassi, finora previsto per dicembre, sembra ormai poco probabile. Gli adeguamenti sono del resto percepibili nell’andamento dei prezzi.
Il mercato stima ora al 45% che a dicembre ci sarà un calo dei tassi, contro il 90% all’inizio di novembre.
Per quanto riguarda i mercati dei derivati sul Bitcoin, gli acquirenti compulsivi, che si erano calmati all’avvicinarsi dei 100.000 dollari, hanno rilanciato la macchina, alimentando il calo fino a 90.000 dollari.
È ancora troppo presto per sapere se l’incursione, questa notte, sotto la soglia dei 90.000 dollari sarà stata sufficiente a raffreddare gli animi di coloro che cercano disperatamente di afferrare il coltello che cade.
Di fatto, si osserva un aumento dei costi di finanziamento mentre gli interessi aperti diminuiscono. Ciò suggerisce una graduale chiusura delle posizioni short, una presa di profitto che potrebbe favorire un rimbalzo tecnico. Gli indicatori di performance del Bitcoin sono chiaramente negativi rispetto al dollaro su tutte le unità di tempo. Al contrario, rispetto all’Ether, il Bitcoin riesce a resistere, mostrando, come spesso accade, una maggiore resilienza.
Zona di struttura settimanale in avvicinamento
Come abbiamo accennato la scorsa settimana, le tendenze sono prevalentemente allineate al ribasso, ad eccezione del mensile e delle unità di tempo più elevate, che rimangono favorevoli a un proseguimento dell’ascesa del Bitcoin.
La rottura alla chiusura settimanale della media a 50 settimane è un segnale significativo che pone il grafico in una situazione ribassista duratura.
Per invalidare questo segnale, il prezzo deve tornare rapidamente a 103.000 dollari, idealmente nelle prossime due settimane.
Affinché tale scenario possa concretizzarsi, è necessario un cambiamento sui mercati dei derivati, che attualmente continuano a favorire il ribasso, in un evidente rifiuto della dinamica ribassista in corso.
Tuttavia, il livello tecnico che abbiamo appena raggiunto potrebbe essere una zona di supporto ideale per un rimbalzo.
Questa zona è rappresentata dal punto massimo e dal punto minimo della struttura realizzata tra marzo e aprile scorsi, prima del movimento rialzista che ha portato al picco storico di 125.000 dollari.
Il Bitcoin potrebbe qui ripetere, intorno agli 88.000 dollari, lo schema realizzato nell’aprile 2025, quando ha trovato supporto a 74.000 dollari, il picco del consolidamento del 2024, prima di ripartire.
Questa ipotesi è rafforzata dalla costruzione del flusso rialzista trimestrale, in cui il prezzo oscilla tra le bande di Bollinger ancora ampiamente aperte e la media mobile a 7 periodi, che attualmente si attesta intorno agli 88.000 dollari.

Tuttavia, non è da escludere un proseguimento del ribasso che potrebbe compromettere la struttura.
Infatti, il grafico giornaliero è ben ancorato in un flusso ribassista che, per registrare un primo rallentamento, deve essere in grado di riconquistare i 96.000 dollari.
Se dovessimo proseguire questa fase ribassista, essa potrebbe cercare di contestare la tendenza mensile in confluenza con il minimo del consolidamento di aprile 2025, intorno ai 74.000 dollari.
Nel frattempo, sembra coerente ipotizzare che questa correzione non sarà interrotta in modo duraturo senza, come minimo, una ricostruzione della dinamica rialzista nell’arco di diversi giorni.

In sintesi, il Bitcoin sta registrando un andamento al ribasso, sotto l’effetto del contesto macroeconomico e della ricerca disperata da parte degli acquirenti di un punto di minimo. Questo movimento potrebbe protrarsi fino a 74.000 dollari, una soglia la cui difesa condizionerebbe il mantenimento del trend mensile.
Allora, pensate che il BTC possa raggiungere i 150.000 dollari? Non esitate a darci la vostra opinione nei commenti.
Vi auguriamo una buona giornata e vi diamo appuntamento alla prossima settimana per una nuova analisi del Bitcoin.