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La «Bitcoin-native» Treasury Twenty One di Tether annuncia la quotazione del proprio titolo XXI

by Patricia

Nella serie delle Bitcoin Treasury apparse nel corso dell’anno, è giunto il momento del gigante delle stablecoin Tether con la sua società Twenty One, il cui titolo XXI farà il suo ingresso in Borsa il 9 dicembre. Facciamo il punto della situazione.

La Bitcoin Treasury Twenty One avvia la negoziazione delle proprie azioni XXI

Di fronte a un aumento costante, diventa difficile stimare il numero di Digital Asset Treasury (DAT) lanciate dall’inizio dell’anno, anche limitandosi esclusivamente a quelle che hanno scelto la strada più classica basando la propria strategia su un accumulo di Bitcoin.

Una moltitudine alla quale si è aggiunta lo scorso aprile la società leader nel mercato delle stablecoin Tether, con l’annuncio di un progetto denominato «Twenty One», realizzato in partnership con la piattaforma di scambio di criptovalute Bitfinex, il gruppo SoftBank e la figura storica della scena Bitcoin, Jack Mallers.

In programma: una società presentata come «Bitcoin-native» nel tentativo di distinguerla dai classici Bitcoin Treasuries. Tuttavia, il modello rimane piuttosto simile, se si considera che l’operazione si basa su una trasformazione della società Cantor Equity Partners, già quotata in borsa con il ticker CEP, mediante una procedura di tipo Special Purpose Acquisition Company (SPAC).

A seguito di questa fase decisiva, non restava che ufficializzare il tutto con il lancio delle negoziazioni delle azioni ordinarie di classe A di Twenty One alla Borsa di New York (NYSE), con il ticker «XXI». Un’operazione che avrà luogo il 9 dicembre.

Essere quotati al NYSE significa dare a Bitcoin il posto che merita sui mercati mondiali e offrire agli investitori il meglio di Bitcoin: la sua solidità come riserva e il potenziale di crescita di un’azienda costruita su di esso.

Jack Mallers

La terza più grande azienda al mondo detentrice di Bitcoin

Di fatto, la società Twenty One detiene attualmente un totale di 43.500 BTC (circa 4 miliardi di dollari) nella propria tesoreria, il che la rende la terza più grande tesoreria di Bitcoin quotata in borsa a livello mondiale, dietro al leader Strategy (660.624 BTC) e a Mara Holdings (53.250 BTC).

Una posizione che non consente al titolo di Cantor Equity Partners – presto Twenty One – di resistere alla crisi che sta colpendo questo settore, nonostante un iniziale e fulmineo rialzo del 370% che ora lascia il posto a un calo superiore al 70% dal suo picco del 1° maggio a 50 dollari.

E tanto vale dire che le cose non si presentano meglio al momento, con una proiezione del corso azionario che, per ora, prevede un calo di quasi il 30% durante il periodo di chiusura delle borse statunitensi. Un importo che corrisponde quasi esattamente al prezzo delle azioni PIPE offerte lo scorso aprile.

Il titolo di Cantor Equity Partners registra un calo del 70% dal picco raggiunto il 1° maggio

Il titolo di Cantor Equity Partners registra un calo del 70% dal picco raggiunto il 1° maggio

Ma non c’è motivo di preoccuparsi, secondo i suoi fondatori, poiché la società Twenty One «prevede di creare una serie di attività incentrate sul Bitcoin, destinate a generare ricavi ricorrenti e a rafforzare l’impegno istituzionale nei confronti del Bitcoin» parallelamente alla sua strategia di accumulo.

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