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I miner di Bitcoin stanno tenendo duro? Analisi del BTC con il Prof. Chaîne

by v

Da ottobre, il vento è cambiato per i miner di Bitcoin. La redditività si sta erodendo, alcune apparecchiature vengono messe fuori servizio e il mercato sembra entrare in una nuova fase. Tuttavia, nonostante la pressione, i miner non vendono i propri Bitcoin. Perché resistono ancora? E, soprattutto, per quanto tempo potrà durare questa situazione? Analizziamo insieme i segnali on-chain per comprendere cosa si nasconde realmente dietro il calo del prezzo del BTC.

Bitcoin sotto forte pressione

Mentre il prezzo del BTC lotta per riconquistare la zona tra i 94.000 e i 95.000 dollari, le probabilità di un dead cat bounce diventano sempre più elevate.

La transizione del mercato verso un bear market influisce fortemente sulla psicologia degli investitori, impedendo il mantenimento di un trend rialzista nel breve termine.

In questo contesto di scarsa performance dei prezzi, i miner di BTC cercano di cavarsela come possono. Riusciranno a resistere? Facciamo il punto della situazione qui!

Figura 1: Andamento giornaliero del prezzo del BTC

Figura 1: Andamento giornaliero del prezzo del BTC

I miner sotto pressione

Dall’halving dell’aprile 2024, l’hashrate della rete Bitcoin ha registrato un aumento sostenuto di circa l’82% con il progredire del mercato rialzista.

Tuttavia, a partire dal mese di ottobre 2025, si è verificato un calo dell’hashrate, il che suggerisce che alcuni miner di BTC stiano riducendo le loro attività.

Ciò si verifica generalmente quando le loro condizioni economiche diventano troppo difficili, spesso in concomitanza con un calo del prezzo del bitcoin.

Possiamo quindi supporre che la correzione in corso dall’ATH di ottobre stia mettendo i miner in difficoltà tale da costringere alcuni di loro a spegnere i propri ASIC.

Figura 2: Hash Rate della rete Bitcoin

Figura 2: Hash Rate della rete Bitcoin

In risposta a questo calo dell’hashrate, la difficoltà di mining del protocollo Bitcoin si è adeguata al ribasso, il che significa che le condizioni di produzione di nuovi BTC si stanno allentando per alleggerire il carico sui miner.

Questo è il segnale che la concorrenza è diventata troppo forte (hashrate elevato) e che alcuni miner non sono riusciti a tenere il passo nelle attuali condizioni economiche (forte correzione del BTC).

In caso di un’inaspettata ripresa al rialzo del mercato, anche le condizioni economiche e operative dei miner potrebbero migliorare rapidamente.

Figura 3: Variazione della difficoltà di mining

Figura 3: Variazione della difficoltà di mining

Per stimare la redditività complessiva dei miner, possiamo confrontare i loro ricavi totali giornalieri in dollari (in arancione) e la loro media annualizzata (in blu), che funge da riferimento a lungo termine.

  • Quando i ricavi giornalieri sono superiori alla media annualizzata, la redditività dei miner è considerata sostenibile;
  • Quando i ricavi giornalieri sono inferiori alla media annualizzata, la redditività dei miner è considerata insostenibile.

Nel corso del mese di novembre, i ricavi giornalieri sono scesi sotto la soglia dei 48 milioni di dollari al giorno, indicando un deterioramento della redditività dell’attività di mining.

È tipicamente durante questi periodi che i miner riducono le loro attività, scollegando gli ASIC e, nei casi più estremi, possono arrivare a liquidare i propri BTC.

Figura 4: Ricavi giornalieri dei miner VS media annualizzata

Figura 4: Ricavi giornalieri dei miner VS media annualizzata

Nessun segno di capitolazione significativa

Sebbene sia ormai noto che alcuni miner di BTC abbiano dovuto ridurre le proprie attività e scollegare alcuni ASIC per far fronte al deterioramento della redditività e agli elevati valori dell’hashrate, i danni sembrano limitarsi a questo.

Infatti, per individuare una capitolazione significativa da parte dei miner, è necessario che i loro volumi di spesa/trasferimenti raggiungano valori significativi, indicando che è in corso una fase di realizzo delle perdite.

Sebbene le spese dei miner abbiano superato più volte la produzione mineraria giornaliera negli ultimi tempi, le loro riserve sono rimaste piuttosto stabili nel corso del 2025, a differenza dei periodi di vendite massicce del 2023 e del 2024.

Figura 5: Percentuale dell'offerta dei miner spesa

Figura 5: Percentuale dell’offerta dei miner spesa

I flussi di BTC trasferiti dai miner agli exchange consentono inoltre di monitorare il comportamento di spesa dei miner, che è rimasto piuttosto moderato nel 2025.

Ad eccezione di alcuni picchi di spesa simili a comportamenti di presa di profitto nel 2025, i miner non sembrano aver liquidato una parte significativa delle loro disponibilità.

Ciò suggerisce che le attuali condizioni economiche e operative non siano sufficientemente deteriorate da provocare una capitolazione su larga scala dei miner.

Figura 6: Depositi dei miner sugli exchange

Figura 6: Depositi dei miner sugli exchange

Sintesi di questa analisi on-chain sul Bitcoin (BTC)

In definitiva, i dati di questa settimana indicano che alcuni miner di BTC hanno dovuto ridurre le loro attività e scollegare alcuni ASIC per far fronte al deterioramento della loro redditività a partire da ottobre.

Nel corso del mese di novembre, i ricavi giornalieri dei miner sono scesi sotto la soglia dei 48 milioni di dollari al giorno, rendendo l’attività di mining sempre meno redditizia.

Tuttavia, ad eccezione di alcuni picchi di spesa che sembrano indicare comportamenti di presa di profitto nel 2025, i miner non sembrano aver liquidato una parte significativa delle loro riserve in bitcoin.

Le loro riserve sono rimaste piuttosto stabili nel corso del 2025,  il che suggerisce che le attuali condizioni economiche e operative non siano sufficientemente deteriorate da provocare una capitolazione su larga scala dei miner.

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