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Montagne russe: la strana giornata del Bitcoin (BTC), scosso dalla geopolitica

by Michael

Il prezzo del Bitcoin (BTC) è stato scosso dalle mire espansionistiche del presidente degli Stati Uniti. Il suo prezzo ha registrato una forte volatilità ieri, prima di stabilizzarsi intorno ai 90.000 dollari nelle ore successive. Cosa ci dice questo sullo status della più grande criptovaluta?

Il corso del Bitcoin (BTC) vive una giornata particolarmente volatile

Il corso del Bitcoin aveva iniziato la giornata del 21 gennaio con un certo ottimismo, riprendendo la soglia psicologica dei 90.000 dollari. Ma la criptovaluta ha risentito delle tensioni geopolitiche legate al desiderio di Donald Trump di conquistare la Groenlandia. Poco dopo il suo discorso a Davos, il corso del BTC è sceso di oltre 3.000 dollari, raggiungendo gli 87.200 dollari.

Ma dopo questo momento di crollo, il corso del BTC ha ripreso a salire. La causa è stata un apparente cambiamento di rotta di Donald Trump, che sembrava accontentarsi di un accordo sulla Groenlandia, poche ore dopo le sue minacce bellicose. Risultato: il Bitcoin ha recuperato tutto il terreno perduto, aggrappandosi nuovamente alla soglia dei 90.000 dollari:

Il corso del Bitcoin ha subito forti oscillazioni nella giornata di ieri

Intorno alle 9 di questa mattina, un Bitcoin veniva scambiato a 89.910 dollari. Ciò corrisponde a un calo del 7% negli ultimi 7 giorni. Il corso del BTC è tuttavia aumentato del 2,5% nel corso del mese.

Il fugace status di bene rifugio del Bitcoin

Mentre l’arrivo al potere di Donald Trump aveva alimentato le speranze per il Bitcoin come bene di riserva, gli eventi geopolitici dell’ultimo anno tendono a dimostrare il contrario. La sensibilità del Bitcoin agli eventi geopolitici lo allontana infatti, per il momento, dallo status di “puro” bene rifugio, al contrario dell’oro che ha registrato record su record negli ultimi mesi.

Alex Thorn, responsabile della ricerca di Galaxy Digital, ha sottolineato questo paradosso in un’intervista al podcast Crypto Prime:

Si osserva una forte incertezza geopolitica, con l’oro che viene scambiato a nuovi massimi storici, mentre il bitcoin sottoperforma. Il bitcoin non sta realmente facendo ciò per cui dovrebbe esistere, almeno non in tempo reale.

Se si allarga lo sguardo, la criptovaluta sembra tuttavia aver trovato la sua nicchia: tra il 2020 e il 2026, il BTC è cresciuto dell’896%. Da qui lo strano status del Bitcoin, che non è né oro digitale né un asset rischioso “tradizionale”.

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