Preso tra una tendenza settimanale al ribasso e una dinamica mensile ancora al rialzo, il Bitcoin evolve su una struttura giornaliera che potrebbe, in determinate condizioni tecniche, lasciar intravedere la formazione di un punto minimo locale.
Fine del carry trade dello yen: episodio 2
Martedì 2 dicembre 2025, alle 11:03, il Bitcoin oscilla intorno agli 86.700 dollari, costruendo lateralmente dal calo di metà novembre.
Dopo le pressioni di vendita legate alla possibile riclassificazione della Treasury Company nei principali indici, il mercato delle criptovalute subisce un doppio impatto: da un lato, le notizie specifiche del suo ecosistema, dall’altro, le tensioni macroeconomiche che pesano su tutti gli asset rischiosi.
Recentemente scosso dalle decisioni di arbitraggio legate alle aspettative di un calo dei tassi statunitensi, il mercato deve ora affrontare una nuova minaccia: la fine imminente del carry trade dello yen, che si profila con l’annuncio di un probabile aumento dei tassi da parte della Banca centrale giapponese, previsto per il 19 dicembre.
Già nell’agosto 2024, il mercato aveva subito un duro colpo quando questa ipotesi era emersa per la prima volta.
Alcuni analisti ritengono che gli ultimi 15 mesi non siano stati sufficienti alle istituzioni per preparare la loro uscita, lasciando presagire una nuova fase di calo per gli asset rischiosi, in particolare le azioni tecnologiche statunitensi.
Di conseguenza, il mercato rimane dominato dalla paura, come dimostra l’indice Fear & Greed di Bitcoin, precipitato in una zona di paura estrema.
Sui mercati dei derivati di Bitcoin, i costi di finanziamento si sono stabilizzati in territorio negativo, segno che il sentimento di paura si unisce ai movimenti degli speculatori, che moltiplicano l’apertura di posizioni corte.
Sebbene sia ancora possibile un’ultima fase di ribasso, diversi segnali tecnici suggeriscono l’esistenza di leve a favore di un rimbalzo significativo. Tra questi, la liquidità short accumulata al rialzo potrebbe costituire un catalizzatore per un movimento al rialzo.
Gli indicatori di performance del Bitcoin riflettono essenzialmente l’attuale andamento laterale, con dati a 7 giorni leggermente positivi. Rispetto all’Ethereum, il Bitcoin rimane solido, con performance positive sulle 3 unità di tempo analizzate.
Attenzione alla trappola rialzista!
Il grafico settimanale ha registrato variazioni minime rispetto alla settimana scorsa, tuttavia i prezzi si sono definitivamente attestati al di sotto della media mobile a 50 settimane e nella zona di lavoro dei mesi di marzo e aprile 2025.
Tecnicamente, la rottura della SMA50 settimanale trasmette un senso di fine del rally. Fino ad allora, questo supporto dinamico era riuscito a mantenere la dinamica del prezzo al rialzo, e questo dal marzo 2023. Nel 2021, come nel 2018, il mercato ribassista è iniziato con la rottura di questo indicatore, ritestato al rialzo per conferma alcune settimane dopo, prima di diversi mesi di ribasso.
La situazione attuale oscilla quindi tra un trend mensile ancora rialzista con un minimo a 74.000 dollari e un trend settimanale ribassista dal superamento dei 103.000 dollari all’inizio di novembre.
Di conseguenza, l’andamento a medio-lungo termine del Bitcoin si gioca ora a 74.000 dollari.
La questione che si pone riguarda infatti la capacità, su base settimanale, di propagare il calo a livello mensile o, al contrario, di arginarlo per riportare i prezzi al rialzo superando nuovamente la SMA50 (in viola nel grafico sottostante).
Attenzione però, nel 2022 il BTC aveva ristrutturato al rialzo, poi sviluppato una trappola rialzista con un reinserimento della SMA50W, seguito da una nuova rottura la settimana successiva, confermando così definitivamente il bear market 2022.

Sul grafico giornaliero, il flusso ribassista sembra essersi interrotto, ma le medie mobili a 7 e 20 giorni sono ancora allineate al ribasso. Il movimento ribassista registrato lunedì ha inoltre dato inizio a quello che potrebbe diventare un non incrocio.
Se questo dovesse confermarsi, il flusso potrebbe riprendere, riportando i prezzi all’ultimo minimo intorno agli 80.000 dollari prima di un potenziale breakout verso i 74.000 dollari.
Tuttavia, il mantenimento del minimo raggiunto ieri, vicino al ritracciamento di Fibonacci 0,786 dell’ultimo movimento rialzista giornaliero, potrebbe consentirci di materializzare un minimo superiore al precedente.
Questi due minimi rialzisti non sono sufficienti per confermare un minimo locale su Bitcoin, ma se questa costruzione dovesse confermarsi, basterebbe superare i 93.300 dollari per invertire la tendenza ribassista giornaliera verso un movimento che potrebbe portare, in un primo momento, BTC nella zona compresa tra 98.000 e 100.000 dollari.

In sintesi, il Bitcoin rimane in una tendenza ribassista. La configurazione giornaliera rimane incerta e potenzialmente insidiosa, ma se il minimo di ieri dovesse mantenersi anche oggi, lo scenario di una ristrutturazione rialzista dipenderebbe solo dal superamento dei 93.300 dollari.
Allora, pensate che il BTC possa raggiungere i 150.000 dollari? Non esitate a darci la vostra opinione nei commenti.
Vi auguriamo una buona giornata e vi diamo appuntamento alla prossima settimana per una nuova analisi del Bitcoin.