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Tether annuncia il ritorno dell’USDT su Bitcoin grazie a RGB, un layer 2 ultra scalabile

by Patricia

Tether annuncia che l’USDT sarà ora emesso su RGB, un protocollo di secondo livello altamente scalabile che funziona su Bitcoin. Questa decisione segna una svolta strategica e tecnica per l’emittente della più grande stablecoin, che rafforza così il suo impegno nei confronti dell’ecosistema Bitcoin.

L’USDT sarà presto emesso su Bitcoin

Sapevate che la prima stablecoin in assoluto, l’USDT di Tether, è nata sulla blockchain Bitcoin? Ciò è stato possibile grazie al protocollo Omni, che ha permesso di creare token fungibili sulla prima blockchain sul mercato.

Tuttavia, questa iniziativa è stata rapidamente accantonata a causa della mancanza di scalabilità di Bitcoin all’epoca, che comportava costi elevati, e dell’emergere di Ethereum e di altre blockchain alternative, progettate specificamente per gli smart contract e la creazione di token. Tuttavia, da diversi anni Tether lavora attivamente, e finanzia anche diversi progetti, per consentire il ritorno dell’USDT su Bitcoin.

Infatti, all’inizio del 2025, durante la conferenza Plan B Forum in El Salvador, Paolo Ardoino, CEO di Tether, ha annunciato il grande ritorno dell’USDT su Bitcoin tramite il protocollo Taproot Assets. Ha anche colto l’occasione per elogiare il Lightning Network, lodandone l’efficienza per i trasferimenti e i pagamenti istantanei.

Oggi, Tether fa un ulteriore passo avanti: l’azienda ha appena annunciato che emetterà la sua stablecoin USDT su RGB, in aggiunta a Taproot Assets. RGB è una soluzione di secondo livello (layer 2) altamente scalabile che funziona su Bitcoin e offre di default un elevato livello di riservatezza nelle transazioni.

Estratto dall'annuncio di Tether

Mentre l’emissione di USDT tramite il protocollo Taproot Assets è stata rallentata da diversi vincoli tecnici e normativi, in particolare dalla difficoltà di implementare una funzionalità di congelamento dei token (necessaria in caso di coinvolgimento in attività illegali), l’emissione su RGB si preannuncia più flessibile e diretta, grazie alla flessibilità del suo linguaggio di programmazione.

RGB è un protocollo di smart contract di secondo livello (layer 2), che può essere eseguito anche sopra il Lightning Network (layer 3). Consente di sviluppare applicazioni DeFi, NFT, DAO e, in particolare, stablecoin come l’USDT, con privacy avanzata e scalabilità nativa.

A differenza delle blockchain tradizionali, RGB si basa su una convalida lato client: ogni utente verifica le proprie transazioni utilizzando una cronologia personale chiamata “stash”. Gli stati vengono quindi ancorati a Bitcoin tramite transazioni di tipo commitment, collegate agli UTXO della rete. Questa architettura consente di ridurre la congestione sulla blockchain, rafforzare la privacy e aprire nuove possibilità per lo sviluppo di applicazioni complesse su Bitcoin.

Le stablecoin in dollari su Bitcoin non sono in contrasto con l’obiettivo?

Con l’emissione di stablecoin su Bitcoin, emerge una nuova superficie di attacco, la stessa che già minaccia Ethereum: con una capitalizzazione sufficiente, gli emittenti di stablecoin potrebbero influenzare un fork della blockchain.

Queste aziende, ormai altamente regolamentate, in particolare dall’adozione del GENIUS Act nel luglio 2025, potrebbero essere soggette a pressioni, o addirittura costrette dalle autorità a sostenere un fork centralizzato e censurabile di Bitcoin.

Un tale scenario, già plausibile per le altcoin (che dipendono fortemente dall’attività delle stablecoin), potrebbe diventare realtà anche per Bitcoin e avere un forte impatto sul prezzo del BTC.

In questo caso, tutto dipenderebbe dalla volontà della comunità. I possessori di BTC dovrebbero quindi voler preservare la non censurabilità della loro moneta ed essere pronti a sostenere la catena onesta, sia rimanendo fedeli ad essa a tutti i costi, sia abbandonando la versione corrotta della catena per mantenere in vita un Bitcoin fedele ai suoi principi originari.

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